Cronaca

Commemorato Sergio Barbadoro, l’ultimo difensore di Palermo

È morto per difendere Palermo dall’avanzata degli alleati americani. Questa mattina è stato ricordato con una cerimonia sul luogo dell’eccidio Sergio Barbadoro, medaglia d’argento al valore militare, caduto il 22 luglio del 1943 a Portella della Paglia tra Monreale e San Giuseppe Jato.

Il sottotenente Barbadoro che presidiava la postazione a Portella della Paglia, con mezzi ed armamenti obsoleti ed insufficienti, cercò di sbarrare l’avanzata degli americani guidati dal generale Patton con i pochi mezzi che aveva a disposizione, restando fedele al suo dovere di militare e patriota, non accettando neanche i consigli della propria fidanzata Elvira Giuffrida che aveva cercato invano di distoglierlo dai suoi propositi. Gli americani dopo un primo momento di sbigottimento si organizzano e con un potente cannone di assalto reagirono al fuoco. Barbadoro venne investito da una colonna di fuoco. Muore con la pistola in pugno in un estremo tentativo di resistenza unitamente ad altri suoi commilitoni, che riuscirono a fermare per 9 ore l’avanzata della 2é divisione corazzata statunitense.

La cerimonia di commemorazione svoltasi stamattina sul luogo del sacrificio, organizzata e voluta dal Gruppo Ricercatori Storici della Sicilia Occidentale, cui hanno aderito altre associazioni, tra cui l’Associazione Nazionale Fante Sezione di Palermo, l’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, l’Associazione Nazionale Ufficiali d’Italia in Congedo, che hanno negli anni scorsi restaurato e completato il monumento commemorativo ed il neocostituito Circolo Barbadoro con sede a Palermo. Hanno partecipato inoltre Claudio Burgio, presidente dell’Osservatorio alla Legalità Giuseppe La Franca; Biagio Cigno in rappresentanza dell’Associazione Liberi di Lavorare e MonsRealis, Silvana Lo Iacono dell’associazione Humanitas di Monreale e Piero Faraci. Molti e qualificati gli interventi che si sono avvicendati durante la cerimonia dai partecipanti, ma vogliamo solamente ricordare per tutti l’intervento di Angela Giordano che ha dedicato la sua tesi di laurea al Campo di concentramento 98 ubicato a San Giuseppe Jato.

Questa la motivazione della medaglio d’argento: “Comandato a sbarrare, con un pezzo, un passo di montagna all’avanzata di una colonna corazzata nemica, animava i suoi uomini trasfondendo in loro la sua fede. Durante l’impari combattimento durato nove ore e reso più aspro dalla mancanza di ostacoli anticarro, senza collegamenti e senza speranza di aiuto infliggeva gravi perdite all’avversario, aggiungendo nuova gloria alle gesta degli artiglieri italiani. Caduti o feriti i serventi continuava da solo a far fuoco sino a quando colpito a morte cadeva sul pezzo assolvendo eroicamente il compito affidatogli. Luminoso esempio di dedizione al dovere”. Portella della Paglia (Palermo) 22 luglio 1943″.

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