Fede e folklore, un successo la festa di Maria Santissima Annunziata Sotto l’Arco della Zisa

Rosi Orlando

Palermo - Dopo sei giorni di festeggiamenti

Fede e folklore, un successo la festa di Maria Santissima Annunziata Sotto l’Arco della Zisa
Sei giorni di festa, caratterizzati da momenti di profonda fede e solidarietà

17 Aprile 2023 - 12:26

Si sono conclusi ieri sera a Palermo, i festeggiamenti in onore di Maria Santissima Annunziata Sotto l’Arco della Zisa. Ed è l’omonima confraternita a gestire la cerimonia, apertasi martedì. Sei giorni di festa, caratterizzati da momenti di profonda fede e solidarietà, come l’unzione degl’infermi, da parte di Don Antonino D’Anna, della parrocchia Santo Stefano Protomartire della Zisa, la benedizione delle famiglie e la visita al Centro “Madre del Divino Amore” per gli ammalati. Non sono mancati spunti ludici: la sfilata dei carretti siciliani e lo spettacolo per i bambini, tutto allietato dalle esibizioni musicali della banda “Vincenzo Bellini” città di Carini, dei Tamburinai di Aspra e dei Musici e Tamburi del Magistrato dei quartieri di Piazza Armerina. Infine, la domenica piovosa, non ha fermato il fervore della gente, che numerosa ha salutato, alle 17, l’uscita del simulacro sacro di Maria Santissima Annunziata, dalla cappella a lei intitolata.

La denominazione affonda le radici, nella commissione da parte di Don Antonio Sandoval e Paceco, principe di Castelreale (XVIII sec.), di un dipinto raffigurante l’Annunciazione, secondo lo storico Antonio Mongitore, (Palermo, 4 maggio 1663 – Palermo, 6 giugno 1743) ad un pittore muto e sordo. Con il quadro, il nobile, desiderava conseguire il titolo di fondatore dell’appena sorta congregazione di Maria Santissima Annunziata (1710), voluta da un gruppo di giardinieri della contrada Zisa e con sede nell’antico oratorio di Santa Maria degli Angeli, che corrisponderebbe alla cappella odierna di Maria Santissima Annunziata. Il dipinto, che riporta il nome “Pietro Minico, il muto” come suo autore nell’agosto 1710, fu posto sull’altare della chiesetta, chiamata oggi dagli anziani del posto “A Chiesulicchia”.

“Questa è una festa amata nel quartiere Zisa – spiega il Superiore della confraternita, Fabio Lo Verde – che è una grande famiglia da sempre. Iniziamo a prepararla mesi prima, con la partecipazione di adulti, genitori e figli. E questo è il sentimento che ci anima, l’accordo fra fede e condivisione familiare”. “Si tratta di un evento sociale e culturale importante – commenta, Angela Tinervia, presidente dell’associazione artistico-culturale, Frida Kahlo Palermo – espressione del sentire popolare palermitano, che trova vita in questo rione, nell’opera dei confrati. Loro, è il merito di aver riattivato la congregazione e averne fatto polo di aggregazione per i giovani della Zisa”.

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