Palermo

Mafia, 33 anni fa l’omicidio giudice Saetta e del figlio Stefano: il ricordo di Orlando

Antonino Saetta fu un giudice integerrimo, dalla schiena dritta che mai si è piegato alle logiche corruttive e mafiose in un tempo nel quale far rispettare la legge era considerato eversivo. Saetta fu il primo a condannare i Greco di Ciaculli, diede una svolta decisiva alla lotta a Cosa Nostra. Che spaventata dalla sua fermezza e incorruttibilità decise di ucciderlo per evitare che presiedesse il secondo grado del Maxiprocesso. Grazie anche alla tenacia e alla professionalità di Antonino Saetta la mafia oggi non è più forte e radicata com’era un tempo. Il suo sacrificio e quello del figlio Stefano non sono stati vani”.

Lo ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando in occasione del 33mo anniversario del duplice omicidio del Presidente della prima sezione della Corte d’Appello di Palermo Antonino Saetta e del figlio Stefano. Ieri il mattina il sindaco ha partecipato nella sala bianca del Centro Sperimentale di Cinematografia ai Cantieri Culturali della Zisa alla proiezione del film “L’abbraccio” realizzato dal regista Davide Lorenzano. Un docu-film che, attraverso diverse testimonianze, racconta la storia del giudice Saetta e del figlio Stefano, uccisi da Cosa Nostra il 25 settembre 1988. Alla proiezione era presente anche l’onorevole Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco Chinnici.

“Il docu-film di Lorenzano – ha aggiunto Orlando – è poetico. Attraverso una narrazione dolce, leggera e per niente banale racconta un episodio di violenza inaudita che ha segnato la storia del nostro paese. Un’opera di grande impegno civile che stimola le coscienze e che mantiene viva la memoria del sacrificio del giudice Saetta e del figlio Stefano”.

Share
Published by