Covid, falsi dati sui positivi per evitare restrizioni: tre arresti al Dasoe

Redazione

Regione - Il blitz

Covid, falsi dati sui positivi per evitare restrizioni: tre arresti al Dasoe
L'inchiesta della procura e dei carabinieri di Trapani con i Nas di Palermo. Il gip: "Musumeci ingannato"

Covid, falsi dati sui positivi per evitare restrizioni: tre arresti al Dasoe

30 Marzo 2021 - 08:27

Con l’accusa di falso materiale e ideologico in concorso, i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando provinciale di Trapani hanno arrestato appartenenti al Dipartimento regionale per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato della Salute della Regione siciliana. L’ordinanza di misura cautelare è stata emessa dal gip di Trapani, su richiesta, in via di assoluta urgenza, della Procura. In particolare gli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati riguardante la pandemia da Covid (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all’Istituto superiore di sanità, alterando di fatto la base dati su cui adottare i discendenti provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus.

Dal mese di novembre appena trascorso sono circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalente al 19 Marzo 2021. Effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e non, utile alle indagini. Inoltre è stata effettuata un’acquisizione informatica selettiva (in particolare, flusso email e dati relativi all’indagine) presso i server dell’assessorato Regionale alla Salute e del Dipartimento.

In concomitanza con l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, è stato notificato anche un invito a comparire e contestuale avviso di garanzia, nonché sequestro dei telefoni cellulari per falsità materiale ed ideologica nei confronti dell’Assessore Regionale per la Salute, Ruggero Razza, sul conto del quale, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave” – spiegano gli investigatori, è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività del Dasoe. Ai domiciliari sono andati Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, il braccio destro dell’assessore Razza; Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato. Nell’inchiesta risultano indagati anche il vice capo di gabinetto dell’assessore Razza, Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dipartimento retto da Maria Letizia Di Liberti.

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