Mafie nigeriane al tavolo di Cosa nostra: Ballarò ormai un loro feudo

Redazione

Palermo - La relazione sulle mafie della Corte d'Appello

Mafie nigeriane al tavolo di Cosa nostra: Ballarò ormai un loro feudo
Quartieri storici colonizzati dalla mafia nigeriana, a cominciare da Ballarò, feudo di Black Axe, la Confraternita Eiye e i Vikings

29 Gennaio 2021 - 15:16

Nessuno accordo fra i boss e la mafia nigeriana, almeno non esplicito, ma una tacita intesa dettata dalla ferocia di tre cult che dall’Africa hanno colonizzato negli anni alcuni quartieri storici di Palermo, a cominciare da Ballarò, oggi più che mai feudo di Black Axe, la Confraternita Eiye e i Vikings. Si sono guadagnati il rispetto delle famiglie di Cosa nostra, al punto che nelle carceri è arrivata la disposizione di “trattare” bene i detenuti nigeriani.

Questi i punti salienti del capitolo dedicato alle mafie d’importazione nella relazione del presidente della Corte d’appello di Palermo Matteo Frasca. “Si tratta di organizzazioni certamente di tipo mafioso su base etnica – spiega -, con particolare riferimento a quelle nigeriane, radicate in alcuni quartieri storici di Palermo, dedite soprattutto allo spaccio di stupefacenti e capaci di atti di brutale violenza nei confronti dei loro connazionali”.

Non risultano espliciti accordi con Cosa nostra, “ma è certo che non si registra alcun episodio di violenza o di insofferenza ragionevolmente ascrivibile a una situazione di conflittualità – continua Frasca nella relazione -. Nelle carceri sono stati accolti con rispetto su indicazione dei mafiosi del mandamento Porta Nuova, i quali hanno comunicato che i nigeriani erano stati in passato di ausilio per i mafiosi di Ballarò”. Allo stesso tempo dalle indagini è emerso come le mafie nigeriane “abbiano notevole timore di Cosa nostra e svolgano le loro attività delittuose solo in danno dei loro connazionali”.

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