Omesso versamento delle ritenute all’Alto Belice Ambiente: assolto Roberto Terzo

Redazione

Cronaca - La sentenza

Omesso versamento delle ritenute all’Alto Belice Ambiente: assolto Roberto Terzo
Per la terza Sezione Penale del tribunale di Palermo il "fatto non costituisce reato"

Omesso versamento delle ritenute all’Alto Belice Ambiente: assolto Roberto Terzo

16 Settembre 2020 - 19:51

“Il fatto non costituisce reato”. A stabilirlo è stata la Terza Sezione Penale del tribunale di Palermo, con il giudice Giuseppe Marrone, che ha assolto l’avvocato Roberto Terzo dal reato di omesso versamento di ritenute, contestato dagli uffici della Procura di Palermo.

I fatti risalgono al 30 settembre 2013, quando – secondo l’accusa – Roberto Terzo “nella qualità di commissario liquidatore della società d’ambito Alto Belice Ambiente Spa (ATOPA2), non versava nei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale, ritenute alla fonte risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti nell’anno di imposta 2012 per l’ammontare di €.1.229.028,99″.

“Da cittadino prima che da avvocato – ha dichiarato Roberto Terzo – non ho mai perso, nemmeno per un attimo, la fiducia nella capacità di analisi e di discernimento da parte della magistratura requirente di Palermo. Posso affermare di aver affrontato serenamente l’agone giudiziario affinché venisse fatta definitivamente chiarezza sulla vicenda e sulle ragioni che hanno determinato il mancato pagamento delle ritenute di legge. Ritengo di aver agito in condizioni di estremo disagio nonché in uno stato di emergenza pressoché perenne e, dovendo scegliere se pagare gli stipendi ai dipendenti oppure le ritenute fiscali, non ho esitato a garantire a questi ultimi e alle loro famiglie i mezzi di sostentamento, assumendomene consapevolmente la responsabilità”.

“Credo – ha aggiunto Terzo – di aver posto in essere tutto quanto umanamente e tecnicamente possibile per garantire ad ogni costo un servizio pubblico essenziale nonché per tentare di recuperare l’enorme mole di crediti vantati dalla società d’ambito nei confronti dei Comuni soci. Mi preme ringraziare tutti coloro i quali non mi hanno fatto mancare il loro affetto e il loro sostegno nonché i miei difensori, per la difesa tecnica prestata nell’ambito del processo. Infatti, nonostante ben 13 udienze, l’escussione di numerosi testimoni, una voluminosa ed eloquente produzione documentale, nella sua requisitoria il PM ha richiesto l’applicazione della pena di un anno di reclusione”.

Grande soddisfazione per l’esito del processo esprimono i legali di fiducia dell’ex commissario liquidatore: “Il Tribunale ha integralmente accolto le conclusioni difensive sulla scorta delle emergenze probatorie agli atti del fascicolo del dibattimento – hanno dichiarato l’avvocato Nicola Nocera e Mario Caputo – dimostrando particolare attenzione alla vicenda e una spiccata sensibilità circa l’operato del liquidatore su cui non abbiamo mai dubitato. É stato accertato, infatti, che il mancato pagamento delle ritenute fiscali non è stato il frutto di una scelta volontaria e premeditata del liquidatore, né conseguenza di un’indebita sottrazione di somme all’Erario o di episodi di malversazione ma è dipeso, solo ed esclusivamente, dell’inadempienza da parte dei Comuni nel versare le quote previste dal contratto di servizio e nel versamento delle fatture per forniture ricevute. In tal caso deve ritenersi integrata la forza maggiore che in mancanza di prove contrarie esclude il dolo e quindi la punibilità dell’autore”.

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