Rifiuti, il comune non verserà 150 mila euro all’Ati Rubbino, Acquaro, Zuccarello

Redazione

Cronaca - La sentenza

Rifiuti, il comune non verserà 150 mila euro all’Ati Rubbino, Acquaro, Zuccarello
L'Ati Rubbino, Acquaro e Zuccarello nell'anno 2003 ed inizio 2004 gestiva il servizio di raccolta di rifiuti

Rifiuti, il comune non verserà 150 mila euro all’Ati Rubbino, Acquaro, Zuccarello

17 Giugno 2020 - 18:33

Il Comune di Monreale non dovrà pagare la somma di 150 mila euro tra interessi e rivalutazioni alla Ati Rubbino, Acquaro e Zuccarello che nell’anno 2003 ed inizio 2004 gestiva il servizio di raccolta di rifiuti. L’affidamento, ai tempi,  avvenne sotto le riserve di legge. La Ditta espletò il servizio ed a fronte di esso rimase creditrice di 109 mila euro. In occasione dell’affidamento non venne sottoscritto il contratto proprio in ragione del fatto che si sarebbero dovuti verificare i requisiti per la partecipazione della Ditta alla gara. La verifica dei requisiti diede esito negativo sia in ragione di accertamento di precedenti penali a carico di taluno degli affidatari (prima falsamente autodichiarati in sede di affidamento) e sia per una sopravvenuta informativa Prefettizia impeditiva.

Il Tribunale di Monreale, a suo tempo adito, rigettò la domanda della ditta che venne accolta dalla Corte di Appello di Palermo. Il Comune normanno propose ricorso per Cassazione con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rizzuto.
La Suprema Corte ieri ha ribaltato  con sentenza il verdetto della Corte di Appello. Per gli effetti di essa il Comune non dovrà pagare la somma pretesa oggi ammontante, tra interessi e rivalutazioni, a circa 150 mila euro. “Si tratta della affermazione di un principio di diritto abbastanza contrastante – dichiara il legale del Comune Girolamo Rizzuto – tanto è vero che il giudice di primo grado e quello del grado di appello avevano deciso la questione in modo diametralmente opposto. La Cassazione ha dato termine a questo dibattito e sono fiero del fatto che abbia accolto la mia tesi relativa all’impossibilità di accedere al rimedio dell’arricchimento indebito allorchè venga in risalto un aspetto illecito del rapporto”

Altre notizie su monrealepress

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Commenta

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it