Annullato decreto ingiuntivo: il comune risparmia 111 mila euro

Giorgio Vaiana

Cronaca - La sentenza

Annullato decreto ingiuntivo: il comune risparmia 111 mila euro
Sentenza attesa e molto importante per l'amministrazione comunale difesa dall'avvocato Andrea Rizzo

Annullato decreto ingiuntivo: il comune risparmia 111 mila euro

30 Ottobre 2019 - 19:10

Sulla testa, o meglio sulle casse del comune di Monreale, pendeva una spada di Damocle da 111 mila euro. A tanto ammontava la richiesta della Bff, la banca farmafactoring con tanto di decreto ingiuntivo. Per comprendere meglio però, è giusto fare un salto indietro. Circa 3 anni fa, quindi quando ancora il comune era sotto la gestione del sindaco Piero Capizzi, l’Eni aveva inviato all’amministrazione comunale, una serie di bollette da pagare che ammontavano a 111 mila euro. Il comune non ha mai dato seguito alla richiesta di pagamento.

A questo punto interviene la Bff che “compra” materialmente il credito da Eni, che si accontenta di una cifra inferiore e che quindi adesso, ha il potere per chiedere i soldi al comune di Monreale. La Bff riesce a far emettere un decreto ingiuntivo nei confronti del comune. L’amministrazione, a questo punto, affida la difesa all’avvocato Andrea Rizzo (nella foto). Ci sono voluti mesi e mesi di udienze, ma alla fine l’avvocato Rizzo è riuscito a spuntarla.

Il giudice Monica Montante, infatti, ha annullato il decreto ingiuntivo, condannando la Bff anche al pagamento delle spese legali sostenute dal comune di circa 10 mila euro. La Bff era difesa dagli avvocati Alberto Sciumè e Maria Olga Meroni del foro di Milano. “Siamo soddisfatti – dice l’avvocato Rizzo – Mi preme ringraziare l’ufficio legale del comune di Monreale, in particolare Dino Miceli per la collaborazione fondamentale e determinante per la buona riuscita del caso. Senza di loro non avremmo ottenuto questo risultato importante”.

Il giudice del tribunale di Palermo ha ritenuto dunque valide le contestazioni portate avanti dal’avvocato Rizzo in difesa del comune di Monreale. Perché, scrive il giudce nella sentenza “al creditore che deduce un inadempimento da parte del debitore spetta di dimostrare (…) il fatto costitutivo del credito, laddove al debitore spetta di provare il fatto estintivo dello stesso o di una sua parte, per cui il primo è tenuto unicamente a fornire la prova dell’esistenza del rapporto o del titolo dal quale deriva il suo diritto, mentre, a fronte di tale prova, dovrà essere onere del debitore dimostrare di avere adempiuto alle proprie obbligazioni”. In pratica la Bff non è mai riuscita a dimostrare che tra l’Eni e il comune di Monreale esisteva un contratto di fornitura. “E senza quello – precisa l’avvocato Rizzo – l’Eni, o meglio Bff non poteva pretendere il pagamento di nessuna somma di denaro”. E, come scrive il giudice, ormai i contratti tra chi fornisce servizi o forniture e le amministrazioni o gli enti locali, devono essere fatti in forma scritta. Cosa che, in questo caso, non esisteva. Un bel risparmio per le casse del comune.

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