Arcidiacono e Intravaia all’Anci Sicilia: “Da soli non possiamo andare avanti”

Redazione

Cronaca - La riunione

Arcidiacono e Intravaia all’Anci Sicilia: “Da soli non possiamo andare avanti”
Il sindaco e il presidente del consiglio comunale hanno preso parte all’Assemblea annuale degli Enti Locali Siciliani

Arcidiacono e Intravaia all’Anci Sicilia: “Da soli non possiamo andare avanti”

08 Ottobre 2019 - 16:17

Il sindaco Alberto Arcidiacono e il presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia hanno preso parte stamattina all’Assemblea annuale degli Enti Locali Siciliani organizzata dall’Anci Sicilia.  “Abbiamo avuto modo di discutere ed affrontare tematiche di grande importanza per la gestione dei comuni – hanno dichiarato Arcidiacono e Intravaia – avendo come nostri interlocutori diretti i vertici regionali. Tra le notizie emerse vi è anche l’anticipazione che arriverà ai comuni per la segnaletica orizzontale e verticale che ci consentirà di garantire maggiore sicurezza alle scuole del nostro territorio. Interessante è stato anche l’argomento sulle zone franche e altri argomenti che riguardano i servizi sociali e assistenziali”.

“L’assemblea di oggi ci offre l’occasione per chiedere al governo regionale e al governo nazionale l’immediata attivazione di un tavolo tecnico per affrontare in maniera concreta i mille problemi di questa nostra regione che non solo penalizzano gli enti locali – dice il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando ma soprattutto, i cittadini. Ogni giorno viviamo il disagio dei vincoli imposti dal governo nazionale sul bilancio e sul personale unitamente all’ emarginazione provocata, spesso, dall’autonomia regionale”. E’ stato proprio Orlando ad accogliere sindaci e amministratori provenienti  da tutta la Sicilia. “Bisogna cercare – ha continuato Orlando- delle soluzioni per uscire fuori dal tunnel in cui si trovano le amministrazioni locali che non devono essere considerate associazioni da “tabella H” cui destinare fondi senza approfondire disagi e problemi, ma affrontando con efficacia una crisi atavica che, tra i mille disagi, sta producendo anche una preoccupante desertificazione di ampie zone della regione e un impoverimento culturale collegato soprattutto alle periferie. Per questi motivi occorre un confronto istituzionale serrato e immediato per evitare di subire le conseguenze del corto circuito tra autonomia siciliana speciale e vincoli imposti dallo Stato”.

“Gli elementi di criticità per i comuni siciliani  – ha aggiunto il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani, Mario Emanuele Alvano – sono tanti e tutti collegati ad una situazione finanziaria drammatica che ha portato molti enti al dissesto e al pre-dissesto. Lo sviluppo dei territori va affrontato in maniera coordinata, confrontandosi con i governi regionale e nazionale, cercando di rilanciare la competitività e l’identità dei comuni in un quadro più ampio. Se non si rilancia al più presto lo sviluppo intere porzioni della nostra Isola rimarranno fuori dal mercato, destinate ad un futuro sempre più incerto. Per questo motivo bisogna fare in modo che le risorse destinate ai comuni rimangano sui territori affinando la capacità progettuale attraverso una pianificazione degli investimenti”.

Se da un lato nel corso del suo intervento il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha affrontato i problemi legati ai costi della democrazia e ha messo in evidenza l’importante ruolo svolto dai sindaci  “troppo spesso mortificati nell’esercizio delle loro funzioni, mentre avrebbero bisogno di un sostegno maggiore e di essere più uniti tra loro per favorire lo sviluppo organico dell’Isola”, dall’altro il presidente della Regione, Nello Musumeci, ringraziando l’AnciSicilia per il ruolo trainante e aggregante che svolge ogni giorno coi comuni e per il percorso di collaborazione avviato con il Governo regionale, ha sottolineato la necessità di “un confronto onesto e di una collaborazione costante e necessaria tra comuni e Regione”. “Sogno – ha concluso il presidente Musumeci – una nuova stagione che non sia quella della contrapposizione ma della piena collaborazione. Siamo tutti chiamati a servire gli interessi di una comunità e abbiamo il dovere di dare risposte a chi ci ha dato fiducia.  Pensiamo oltre al nostro mandato proiettandoci in avanti per il futuro delle nuove generazioni”.

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