Carini, polpette avvelenate e cappi contro i randagi: sequestro dei vigili

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Carini, polpette avvelenate e cappi contro i randagi: sequestro dei vigili

Carini, polpette avvelenate e cappi contro i randagi: sequestro dei vigili
29 Gennaio 2019 - 09:50

I caschi bianchi di Carini, coordinati dal comandante del corpo, Marco Venuti, sono intervenuti in via Passo d’Acqua, dopo alcune segnalazioni da parte dei cittadini di comportamenti particolarmente aggressivi nei confronti di alcuni cittadini che periodicamente danno da mangiare ai randagi. E lo scenario che si è presentato agli agenti di polizia locale è stato desolante: oltre la presenza di polpette con materiale sospetto colorato si è rinvenuta la presenza di cappi idonei allo strangolamento degli animali attaccati al cancello.

Il materiale è stato sequestrato e trasmesso ai Servizi Veterinari dell’Asp per le prescritte analisi tossicologiche.
Informata senza ritardo l’Autorità Giudiziaria sono state avviate indagini mediante verifica dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona e l’assunzione di testimonianze da parte dei cittadini. Pesanti le sanzioni previste: l’articolo 544 bis, punibile anche come tentativo di commettere il delitto, punisce con la reclusione da tre a diciotto mesi chi cagiona la morte di un animale. Inoltre, altra sanzione penale è prevista per violazione del testo unico delle leggi sanitarie, in particolare dell’Ordinanza del Ministero della Salute che ha prorogato il divieto di utilizzo e di detenzione di esche e bocconi avvelenati.

Il pericolo dell’avvelenamento, ricordano dal Comando di Carini, non è rivolto solo nei confronti degli animali, poiché lasciare liberamente esche e bocconi avvelenati mette in serio pericolo anche la vita dell’uomo e soprattutto dei bambini che, più degli adulti, potrebbero entrare in contatto con le sostanze altamente tossiche disseminate.
Ma c’è di più – osserva il Comandante Venuti – ormai da anni la criminologia ha studiato la stretta correlazione tra la violenza sugli animali con quella sugli uomini, ed indice di possibile pericolosità sociale del soggetto, tant’è che negli Stati Uniti, ormai da qualche anno tali reati sono stati elevati a “Top Crime”. In Italia, purtroppo, c’è la tendenza alla sottovalutazione di tali fenomeni che invece meritano grande attenzione da parte delle forze dell’ordine.

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