Gero Guagliardo, dal teatro a Le iene: "Ma io volevo diventare un pilota di formula 1"

Giorgio Vaiana

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Gero Guagliardo, dal teatro a Le iene: "Ma io volevo diventare un pilota di formula 1"
ESCLUSIVA - Lunga chiacchierata con l'attore palermitano che presenta il suo nuovo progetto

18 Gennaio 2016 - 00:00

Lui non solo è bravo, ma simpatico e disponibilissimo. Lo contattiamo e ci da subito l'ok per l’intervista. Il successo de “Le Iene” non lo ha cambiato. Anzi. Ora, Gero Guagliardo, continua il suo lavoro con “Le Malerbe”, ma ha da poco dato vita al progetto “Io Gero”, un sito web dove pubblica molto spesso mini cortometraggi che fanno parte di una serie,  “Tra sogno e realtà”, basati su episodi di vita reale, di come sognamo che sia e di come è in realtà. Gero, come le è nata l’idea di realizzare questi mini-cortometraggi? “L'idea è nata mentre facevo la doccia! Come tante idee che mi vengono in mente. Ovviamente non pensavo minimamente che “Tra Sogno e Realtà” diventasse una serie. Credevo che dopo un paio di episodi si sarebbe fermato tutto e invece c'ho preso gusto. Soprattutto grazie agli stimoli di chi guarda, ci si ritrova e mi trasmette l'energia di chi in questi 60/80 secondi ha sorriso e si è divertito”. Trae spunto da episodi che le sono successi personalmente? “Tutti gli episodi sono presi assolutamente dalla realtà, dalla vita quotidiana non solo mia ma di tutti. Sfido chiunque a non rivedersi in quello dell'accappatoio o della carta igienica o del successo del divo e cosi via. Alcuni sono un po' più surreali, ma mica tanto. La bellezza di “Tra Sogno e Realtà” sta proprio in questo. Basterebbe andare in giro con la videocamera e pigiare rec per girare infiniti episodi. Costantemente ci auguriamo che tutte le nostre azioni, i lavori che svolgiamo possano andare nel modo migliore. Da sogno ecco. E temiamo invece che vadano malissimo. Io prendo i due casi estremi e li monto vicini. Tutto qui. Un gioco che possiamo fare tutti (per questo siete tutti invitati a partecipare)”. Nella sua biografia si definisce un attore, ma di quelli che ancora non hanno capito che tipo di attore sono. Adesso lo ha capito? “Quella biografia l'ho scritta un mesetto fa. Non l'ho capito in 28 anni e pensi che, adesso, in un mese mi sia tutto più chiaro? No, per niente. Anzi, ogni giorno che passa, mi chiedo cosa sono, cosa voglio fare e se sto facendo bene o male. Poi un buon attore, secondo me, non deve mai crearsi un "recinto". Un po' come un bravo meccanico: mica se gli porti una Fiat ti dice si e se gli porti una Toyota ti dice no. Certo ci si può "eccitare" di più davanti una Ferrari è normale, ma bisogna essere intanto dei professionisti ed il nostro è un lavoro come tutti gli altri”. Come si è avvicinato a questo mondo? Ci racconta i suoi esordi? “Gli esordi sono quelli che facciamo tutti! La recita all'asilo. Facevo la luna. Difficilissimo. Se dovessi farla ora entrerei nel panico. Poi al catechismo, a scuola, e tra amichetti. Quello che fanno tutti i bambini, insomma. E non è che da bambini si pensa "io farò l'attore"! Non ho mai creduto a quelli che dicono "Fin da bambino recitavo, sapevo che sarei diventato attore". Tutti i bambini recitano. Solo che poi molti smettono (peccato) io invece ho continuato. Perché ci si prende gusto. E quindi via con le scuole di teatro, i laboratori, stage. Organizzare, pensare, scrivere! Qualche soddisfazione e tanti errori e sconfitte. Però poi non si smette. Tante volte si prova a smettere ma subito dopo accade qualcosa e, senza accorgermene, sto di nuovo facendo qualcosa. E comunque io voglio diventare un pilota di formula 1”. Lei è uno dei tre “pazzi” de Le Malerbe. Come vi siete conosciuti ed a chi è venuta l’idea del “suca” urlato come un haka dei giocatori di rugby della Nuova Zelanda. “Con Le Malerbe ci siamo conosciuti per altri progetti di teatro. Teatro quello "impegnato", di "ricerca" e di impegno sociale (tornando al discorso di poco fa appunto). L'idea dell'Haka è di Cristiano Pasca che già, precedentemente, faceva con altri attori. Io sono arrivato subito dopo ed ho preso posto nella squadra”. Chi è Gero Guagliardo oggi? “Gero Guagliardo oggi è un individuo affamato, uno con le antenne poste in tutte le direzioni. Sono convinto che, in qualsiasi direzione si guardi, c'è sempre da imparare. Tantissime cose. Per questo odio perdere tempo (nemmeno un secondo) e stare fermo. Voglio, ogni giorno, circondarmi di nuovi stimoli. E mettermi in gioco in tutti i progetti che avverto possano darmi delle energie: anche apparentemente distanti. Dallo spettacolo comico, al cinema, alla scrittura alla partita alla xbox!! Tutto! Quali sono i suoi programmi per il futuro ed i progetti a cui sta lavorando? “I miei programmi futuri? Beh sicuramente l'esplorazione del mondo del web dal punto di vista dello spettacolo e dell'intrattenimento. Ormai conosciamo tutti i vantaggi e la potenza del web (nell'informazione, nei servizi, etc etc). Io, sono convinto che tutto ciò che riguarda il mio campo, troverà un nuovo slancio grazie ad internet. Voglio capire in che modo l'intrattenimento e lo spettacolo possano coniugarsi col web. Non basta "trasferire" quello che è già stato fatto sui siti o su youtube. La vera sfida sta nel concepire nuove idee proprio in funzione di questo splendido mezzo! Per questo ho creato iogero.it La mia bottega sul web dove lavoro su tutto. Dentro ci trovate Tra Sogno e Realtà ma a volte scrivo, a volte posto una foto, magari canterò e poi chissà! Altri progetti: tanti cortometraggi con l'Allunaggio Film e i Coyoti ( Pietro Vaglica e Andrea Saitta), e ovviamente qualche personaggio nuovo per gli spettacoli live”. Contatti: www.iogero.it www.Facebook.com/iogero www.twitter.com/Geroguagliardo http://www.youtube.com/apilzencekafkahttp://plus.google.com/+GeroGuagliardo

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