Strage di Monreale, Massimo ferito sollevò lo scooter per andare in ospedale: il drammatico racconto in aula

Redazione

Cronaca - Le testimonianze

Strage di Monreale, Massimo ferito sollevò lo scooter per andare in ospedale: il drammatico racconto in aula
Alla sbarra, con l’accusa di strage, ci sono Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto

06 Ottobre 2026 - 11:45

Ferito gravemente dai colpi di pistola, ma ancora aggrappato alla vita. Poi il tentativo di raggiungere a ogni costo l’ospedale, prima su un furgone e infine su uno scooter, lungo la discesa della Rocca. Sono gli ultimi drammatici minuti di Massimo Pirozzo, una delle tre vittime della strage di Monreale, tornati al centro del processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Palermo. A ricostruirli è il Giornale di Sicilia, in un articolo a firma di Fabio Geraci, che racconta le deposizioni di cinque testimoni ascoltati in aula. Tra queste, quella di Antonino Minasola, amico di Pirozzo e protagonista del disperato tentativo di portarlo in ospedale. La tragedia si consumò nella notte tra il 26 e il 27 aprile 2025, quando la violenta rissa scoppiata nella zona di via Benedetto D’Acquisto degenerò nella sparatoria che provocò la morte di Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvatore Turdo. Alla sbarra, con l’accusa di strage, ci sono Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto. Secondo la ricostruzione della Procura, rappresentata in aula dai pm Luisa Vittoria Campanile e Maurizio Bonaccorso, a fare fuoco sarebbero stati Calvaruso e Conti, mentre Acquisto avrebbe incitato i due. Si tratta della tesi dell’accusa, che dovrà essere verificata nel corso del processo. È soprattutto quanto accaduto a Massimo Pirozzo immediatamente dopo gli spari ad essere emerso con forza dall’ultima udienza.

Secondo il racconto di Minasola riportato dal Giornale di Sicilia, subito dopo la sparatoria qualcuno avrebbe tentato di soccorrere Pirozzo caricandolo su un furgone. Il conducente, però, vedendo il sangue e spaventandosi, avrebbe fatto scendere il giovane ferito, lasciandolo nuovamente a terra. È a quel punto che si sarebbe verificata una scena particolarmente drammatica. Nonostante le gravissime ferite, Pirozzo avrebbe individuato uno scooter rimasto sulla strada e sarebbe riuscito a sollevarlo da terra, nel disperato tentativo di raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia di Palermo. Un particolare che assume ulteriore rilievo nella ricostruzione dell’accusa: quello scooter, secondo quanto emerso, sarebbe appartenuto proprio a Salvatore Calvaruso, uno dei tre imputati. Minasola sarebbe quindi salito sul mezzo insieme all’amico ferito. Pirozzo era in condizioni disperate e non sarebbe stato in grado di reggersi autonomamente. Durante il tragitto Minasola avrebbe dovuto sostenerlo mentre lo scooter percorreva la strada in discesa dalla Rocca verso Palermo. Una corsa contro il tempo, resa ancora più pericolosa dalle condizioni del ferito. In un passaggio particolarmente concitato, Minasola avrebbe rischiato di perdere il controllo del mezzo e cadere, riuscendo però a proseguire verso l’ospedale. Durante il tragitto, secondo la testimonianza, i due avrebbero inoltre incrociato una Bmw Gs sulla quale viaggiavano alcuni degli imputati, che si stavano allontanando da Monreale dopo la sparatoria. Pirozzo riuscì infine ad arrivare all’ospedale Ingrassia, ma i tentativi dei sanitari di salvarlo furono inutili. Le sue condizioni erano troppo gravi e il giovane morì poco dopo.

Una volta arrivato al pronto soccorso, Minasola avrebbe notato anche un altro particolare: la targa dello scooter utilizzato per trasportare Massimo sarebbe stata modificata con del nastro adesivo nero, applicato in maniera tale da trasformare uno zero in un otto. Un elemento entrato nella ricostruzione processuale di quella notte. Nel corso della stessa udienza sono stati ascoltati anche Alessia Greco, Salvatore Greco, Dennis Ditta e Giada Casamento, chiamati a ricostruire altri momenti della rissa e della successiva sparatoria. Il processo proseguirà adesso con le altre testimonianze. Al centro del dibattimento resta la ricostruzione di quei pochi, drammatici minuti nei quali una serata di festa a Monreale si trasformò in una tragedia costata la vita a tre giovanissimi.

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