Per adesso è completamente bianca. A scegliere i suoi colori saranno i bambini, dai due anni in poi, della Scuola dell’Infanzia del plesso Sacro Cuore Badiella dell’Istituto Comprensivo Statale “Guglielmo II” di Monreale. È l’immagine simbolo della Festa dei Nonni celebrata alla Badiella, dove bambini, nonni, genitori, insegnanti, rappresentanti delle istituzioni e del Parlamento della Legalità Internazionale si sono ritrovati per inaugurare un nuovo “angolo dell’attesa” dedicato ai nonni.
Uno spazio pensato per chi ogni giorno aspetta i propri nipoti all’uscita da scuola, ma anche per creare un luogo di incontro tra generazioni. I primi a impossessarsi della nuova panchina sono stati proprio i bambini. Hanno fatto a gara per sedersi, l’hanno osservata e toccata con curiosità. Per il momento resterà bianca, perché saranno loro, progressivamente, a completarla attraverso colori e creatività. La panchina, dunque, non è arrivata alla scuola come un oggetto già finito: saranno gli stessi piccoli alunni a trasformarla nel tempo, lasciando sulla sua superficie i propri segni.
L’iniziativa è nata dall’équipe delle insegnanti del plesso Badiella, che ha immaginato uno spazio nel quale i nonni potessero aspettare i bambini e dove anche un gesto quotidiano come l’attesa potesse assumere un significato educativo. L’idea è stata condivisa dalla docente Helga Guardì, componente dello Staff di Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale, che ha coinvolto il movimento culturale presieduto da Nicolò Mannino. Da questa collaborazione è nata la donazione della panchina.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Parlamento della Legalità Internazionale Nicolò Mannino e il vicepresidente Salvatore Sardisco, insieme all’assessore comunale Bartolo Belmonte, titolare della delega all’Edilizia scolastica. Presenti anche la fiduciaria del plesso, le insegnanti, numerosi genitori e tanti nonni. “I nonni sono le radici che non trattengono l’albero, ma gli permettono di crescere verso il cielo – ha sottolineato Mannino – Questa panchina parla di attesa, ma soprattutto di presenza. Un nonno che aspetta un nipote davanti a una scuola compie un gesto apparentemente semplice, ma in realtà gli sta dicendo: “Io sono qui per te””.
Mannino ha spiegato anche la scelta di lasciare inizialmente la panchina completamente bianca: “Abbiamo voluto una panchina bianca perché fossero proprio i piccoli a regalarle i colori. I nonni consegnano loro le radici, i bambini aggiungono i colori del futuro. Tra gli uni e gli altri c’è la famiglia, c’è la scuola, c’è una comunità che sceglie di non perdere la memoria”. Soddisfazione è stata espressa anche dalla dirigente scolastica Irene Bornelli, per un dono destinato ad arricchire il plesso soprattutto per il suo significato educativo e umano. La panchina diventerà così, giorno dopo giorno, una sorta di piccolo mosaico realizzato dai bambini della scuola. Un luogo dove aspettare, parlare e raccontare, ma soprattutto dove mettere simbolicamente in comunicazione passato e futuro. I nonni porteranno le loro storie e i bambini aggiungeranno i colori. E quella panchina, oggi ancora bianca, resterà alla Badiella come testimonianza concreta dell’incontro tra generazioni.






