Avrebbero approfittato della vulnerabilità di due anziani parenti per cercare di impossessarsi del loro denaro e dei loro beni. Per una coppia di coniugi palermitani, un uomo di 71 anni e una donna di 58, è scattato il divieto di avvicinamento a meno di mille metri da una delle vittime, con applicazione del dispositivo elettronico. Entrambi sono indagati per circonvenzione d’incapace. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del commissariato di polizia “San Lorenzo” al termine di un’indagine avviata nel gennaio 2025, quando la 58enne si era presentata in un ufficio postale insieme a un anziano, cercando, secondo gli investigatori, di indurlo a effettuare operazioni che le avrebbero consentito di ottenere il suo denaro.
A far scattare gli accertamenti sono state anche le segnalazioni dei dipendenti e dei direttori di alcune filiali postali, insospettiti dalle richieste degli anziani e dalle difficoltà che questi mostravano nell’esprimere autonomamente le proprie decisioni. Secondo la ricostruzione della polizia, le vittime erano due coniugi ultraottantenni, senza figli né parenti prossimi. Il 71enne, cugino dell’uomo, e la moglie avrebbero iniziato a frequentarli con il pretesto di offrire assistenza domestica, esercitando poi una crescente influenza sulle loro scelte economiche. Gli anziani sarebbero stati accompagnati più volte negli uffici postali per tentare di ottenere il rimborso totale di polizze assicurative di importo consistente o richiedere nuove carte bancomat. Gli indagati avrebbero inoltre cercato di vendere l’automobile dell’uomo e di impossessarsi di un immobile della coppia. Per scoraggiare eventuali occupazioni dell’edificio, avrebbero persino apposto sulla porta d’ingresso un falso sigillo di sequestro della Polizia di Stato.
Durante le perquisizioni, gli agenti hanno trovato documenti d’identità degli anziani, che sospettano siano stati sottratti, e carte di debito. Nel frattempo, l’anziano è deceduto per cause naturali. Secondo quanto emerso dalle indagini, la 58enne avrebbe continuato a cercare di contattare la vedova, anche nella struttura sanitaria in cui è ricoverata e dopo le perquisizioni effettuate dalla polizia. Alla luce degli elementi raccolti e del rischio di reiterazione delle condotte contestate, l’autorità giudiziaria ha disposto per entrambi i coniugi il divieto di avvicinamento alla donna, con una distanza minima di mille metri e l’applicazione del dispositivo elettronico.




