Terre Bradaniche, spiega una nota, “promuove un modello agricolo che integra innovazione, ricerca scientifica, tutela del suolo e creazione di valore lungo l’intera filiera. Un approccio fondato su partnership stabili con gli agricoltori, supporto tecnico e digitale, programmazione condivisa delle coltivazioni, tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, oltre a elevati standard di tracciabilità e qualità. Ceci, lenticchie e piselli sono al centro della strategia di Terre Bradaniche. Grazie alla capacità di fissare l’azoto atmosferico, queste colture migliorano la fertilità del suolo, favoriscono le rotazioni colturali, arricchiscono l’agrobiodiversità e rendono disponibili proteine vegetali a basso impatto ambientale”.
In questo contesto si inseriscono i programmi di agricoltura rigenerativa, sviluppati attraverso attività sperimentali, monitoraggi agronomici, collaborazioni scientifiche e percorsi di certificazione internazionale.
Nel 2026 è stato avviato il percorso di certificazione FoodChain ID per l’agricoltura rigenerativa, che coinvolge oltre 110 aziende agricole e più di 2.300 ettari coltivati a leguminose, rafforzando l’impegno della filiera verso pratiche agricole sempre più sostenibili e misurabili.
A supporto di questo percorso, continua la nota, è stata sviluppata Andriani Farm, la piattaforma digitale che integra in un unico ecosistema dati di tracciabilità, quaderno di campagna, monitoraggio delle pratiche agricole, stazioni meteorologiche e strumenti di supporto alle decisioni agronomiche. La rete conta oggi oltre 100 sensori distribuiti sul territorio, capaci di raccogliere dati utili a gestire le coltivazioni con maggiore precisione e a monitorarne le performance ambientali.
Fondamentale anche la collaborazione con università, centri di ricerca e partner scientifici per sviluppare nuovi modelli produttivi e diffondere pratiche innovative e rigenerative.
“Un cibo buono, pulito e giusto nasce prima di tutto dalla terra e da chi la coltiva. Con Terre Bradaniche lavoriamo ogni giorno per costruire una filiera che metta in connessione agricoltori, ricerca e industria, generando valore condiviso e accompagnando concretamente la transizione verso sistemi alimentari più responsabili”, afferma Michele Andriani, Presidente e Amministratore Delegato di Andriani S.p.A. Società Benefit.
Venerdì 25 settembre, dalle 16.30 alle 17.30, presso Slow Food Networks in Piazza Castello a Torino, Mattia Caravella, Food Transition & Sustainable Sourcing Specialist di Andriani Società Benefit, interverrà al talk “Più legumi a tavola”. L’incontro sarà dedicato al contributo delle leguminose nella costruzione di sistemi alimentari resilienti, con particolare attenzione alla salute del suolo, all’innovazione agricola e allo sviluppo delle filiere territoriali.
Sabato 26 settembre alle ore 10.00, presso l’Auditorium dell’Archivio di Stato di Torino, Michele Andriani, Presidente e Amministratore Delegato di Andriani Società Benefit, parteciperà al talk “Transizione agroecologica, innovazione e nuove filiere: le opportunità economiche per imprese e territori”. L’incontro approfondirà il ruolo delle imprese nella transizione agroecologica e la capacità delle filiere di generare sviluppo economico, valore condiviso e nuove opportunità per i territori.
– news in collaborazione con Andriani –
– foto ufficio stampa Andriani –
(ITALPRESS).




