Sono trascorsi 44 anni dall’omicidio di Paolo Giaccone, medico legale del Policlinico di Palermo ucciso dalla mafia l’11 agosto 1982. Il professore venne assassinato dopo essersi rifiutato di falsificare una perizia che avrebbe favorito un esponente mafioso.
Nel giorno dell’anniversario, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ne ricordano la figura e il rigore professionale. Una cerimonia di commemorazione si è tenuta nell’area antistante il cippo eretto in suo onore presso il Policlinico Universitario, sede della Scuola di Medicina e Chirurgia. Presenti autorità accademiche, sanitarie, militari, civili e una rappresentanza di studentesse e studenti.
Giaccone fu ucciso all’interno del Policlinico di Palermo. Medico e docente universitario, aveva ricevuto pressioni affinché modificasse l’esito di una perizia dattiloscopica collegata a un’indagine per omicidio. Si rifiutò di alterare i risultati del proprio lavoro, una scelta che gli costò la vita. Una vicenda che, a distanza di oltre quattro decenni, continua a essere ricordata come esempio della resistenza alla pressione esercitata da Cosa nostra sulle professioni e sulle istituzioni.
“Ricordare Paolo Giaccone significa ricordare un uomo che ha fatto fino in fondo il proprio dovere, con rigore professionale, senso dello Stato e integrità morale”, afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Il primo cittadino sottolinea come l’omicidio abbia colpito “non soltanto un medico del Policlinico, ma una persona che aveva scelto di non piegare la propria professionalità a nessuna convenienza e che, proprio attraverso il suo lavoro, contribuiva alla ricerca della verità”.
Lagalla richiama anche la propria esperienza professionale all’interno della struttura universitaria palermitana. “Da medico che ha conosciuto il Policlinico, so quale professionalità e quale statura morale rappresentasse il professor Giaccone. È un ricordo che rende ancora più evidente il significato della sua vicenda”.
Per il sindaco, la memoria del medico rimane legata ai valori della libertà professionale e della responsabilità individuale. “A distanza di tanti anni, Palermo continua a riconoscere in Paolo Giaccone una testimonianza limpida di libertà e responsabilità. Ricordarlo oggi significa rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché nessuna forma di potere criminale possa mai tornare a condizionare il lavoro, la coscienza e la libertà di chi serve la comunità”.
Nel 44esimo anniversario dell’omicidio di Paolo Giaccone interviene anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. “A 44 anni dalla morte di Paolo Giaccone, medico legale del Policlinico di Palermo ucciso da Cosa nostra l’11 agosto 1982, ne ricordiamo l’integrità morale e umana e l’impegno professionale”, dichiara Schifani.
Il presidente della Regione ricorda in particolare la scelta compiuta dal medico legale di non cedere alle richieste della mafia: “Rifiutandosi di falsificare una perizia a favore di un clan mafioso, Giaccone rimase fedele ai doveri della propria professione e ai principi di legalità. Il suo sacrificio – conclude Schifani – rappresenta un riferimento per quanti, nelle istituzioni e nella società, operano ogni giorno in difesa dello Stato di diritto”.




