Ha preso ufficialmente il via il cantiere di restauro del Trittico in terracotta attribuito ad Antonello Gagini, uno dei più importanti capolavori del patrimonio artistico di Monreale e del Rinascimento siciliano. L’intervento consentirà di recuperare e valorizzare un’opera realizzata nel 1528, restituendole stabilità strutturale e leggibilità, ma presenta anche una novità: il cantiere sarà aperto al pubblico, offrendo a cittadini, studiosi e visitatori la possibilità di seguire da vicino le diverse fasi del restauro. L’intervento è finanziato con un contributo di 333.333,33 euro concesso dall’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ed è seguito, per il Comune di Monreale, dall’architetto Finella Badagliacca. Il restauro è affidato alla restauratrice Belinda Giambra, titolare della ditta Restaurarte, con la direzione tecnica di Marta Giommi e sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo.
Un capolavoro del Rinascimento siciliano
Il Trittico, datato 1528, raffigura la Madonna in trono con il Bambino, affiancata da San Giuseppe e San Francesco di Paola, ed è considerato una delle più significative opere in terracotta attribuite ad Antonello Gagini. Determinanti, per ricostruirne la storia, sono state le ricerche condotte nell’Archivio storico comunale da Roberto Cervello e Antonino Corso, che hanno riportato alla luce documenti inediti sull’origine dell’opera. Secondo un atto notarile del 15 ottobre 1528, il Trittico fu commissionato dal nobile Antonio Dema e destinato all’altare di San Giuseppe della Chiesa della Collegiata. In seguito appartenne alla Confraternita della Resurrezione, che lo cita già nell’inventario del 1619.
Nel 1880, a causa del grave deterioramento della terracotta, la Confraternita decise di donare l’opera al Comune di Monreale affinché ne garantisse la conservazione. Negli anni successivi si sviluppò anche un dibattito sulla sua attribuzione, conclusosi con il parere favorevole dello storico dell’arte Gioacchino Di Marzo e della Regia Commissione degli Scavi e dei Musei di Sicilia, che riconobbero l’autografia di Antonello Gagini. Il primo importante intervento di recupero risale al 1889, quando il professore Giuseppe Valenti ricompose le statue e i diciotto frammenti superstiti.
Un restauro da osservare dal vivo
L’aspetto più innovativo del progetto è rappresentato dall’apertura del cantiere ai visitatori. Durante i lavori sarà infatti possibile osservare da vicino le operazioni di pulitura, consolidamento e recupero dell’opera, trasformando il restauro in un’occasione di divulgazione e conoscenza del patrimonio culturale. Il presidente del Consiglio comunale e deputato regionale Marco Intravaia sottolinea come il recupero del Trittico rappresenti “un momento di straordinaria importanza per Monreale” ed evidenzia il valore del cantiere aperto, pensato per coinvolgere cittadini e giovani nel percorso di tutela e valorizzazione di uno dei simboli artistici della città.




