Altofonte, il primo Consiglio svela la linea Raccuglia: sfuma la vicepresidente donna, cambia la rotta sul depuratore

Redazione

Regione - Il consiglio comunale

Altofonte, il primo Consiglio svela la linea Raccuglia: sfuma la vicepresidente donna, cambia la rotta sul depuratore
Rispondendo alle interrogazioni presentate dall'opposizione, il sindaco Raccuglia ha ricordato di essere in carica da poco più di un mese

08 Luglio 2026 - 11:12

La prima vera seduta di confronto politico del nuovo Consiglio comunale di Altofonte ha offerto diversi spunti per comprendere quale sarà l’impronta dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Raccuglia. Al di là degli aspetti formali e delle prime nomine, il dibattito ha fatto emergere due elementi destinati probabilmente a caratterizzare questa legislatura: da una parte il peso ancora determinante degli equilibri politici interni alla maggioranza, dall’altra una gestione amministrativa che, almeno su alcune questioni strategiche, sembra già prendere le distanze dalle scelte sostenute negli anni precedenti.

La vicepresidenza negata a una donna

Il primo terreno di scontro è stato quello dell’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale. L’opposizione ha scelto di trasformare la votazione in un’occasione politica, proponendo Alessia Di Matteo, consigliera al secondo mandato, laureata in Giurisprudenza e tra i profili più preparati presenti nell’attuale assemblea. La candidatura non puntava soltanto sulla rappresentanza femminile, tema oggi sempre più centrale nelle istituzioni, ma anche sulle competenze tecniche della consigliera, che avrebbero potuto rappresentare un valore aggiunto nella gestione dell’attività consiliare. La maggioranza ha però deciso di non raccogliere questo invito. Ha prevalso una logica di compattezza interna che ha portato all’elezione di Luigi “Pippo” Bentivegna (appena 85 voti alle scorse elezioni), già componente dell’Ufficio di Presidenza e rientrato nell’incarico dopo le dimissioni del vicepresidente Gabriele Di Matteo. Il risultato è evidente: l’Ufficio di Presidenza resta composto esclusivamente da uomini. È una scelta pienamente legittima sotto il profilo politico, ma che inevitabilmente presta il fianco alle critiche dell’opposizione. In una fase storica in cui le istituzioni cercano sempre più spesso di valorizzare la presenza femminile nei ruoli di rappresentanza, Altofonte avrebbe potuto inviare un messaggio diverso. La maggioranza ha invece preferito privilegiare gli equilibri della propria coalizione rispetto a un segnale simbolico che avrebbe probabilmente trovato consenso anche al di fuori degli schieramenti.

Il depuratore e la prima vera inversione di marcia

Molto più significativo, però, è stato il confronto sul futuro del sistema di depurazione. Durante la precedente amministrazione era stata sostenuta l’ipotesi della realizzazione di un impianto di depurazione locale. Oggi quella prospettiva sembra essere stata definitivamente archiviata. Il sindaco Gianluca Raccuglia ha infatti indicato come strada da percorrere il convogliamento delle acque reflue verso il depuratore di Acqua dei Corsari, imprimendo così una sostanziale inversione di rotta rispetto alle scelte sostenute in passato. Una decisione che assume un peso politico ancora maggiore considerando che nella nuova giunta siede l’assessore Amato, già componente dell’esecutivo guidato da Angela De Luca e dunque protagonista della precedente impostazione amministrativa. Il cambio di indirizzo lascia quindi intendere come la nuova amministrazione stia progressivamente ridefinendo alcune delle priorità strategiche del Comune, scegliendo una soluzione diversa rispetto a quella perseguita negli anni precedenti.

Il realismo del governo

Rispondendo alle interrogazioni presentate dall’opposizione, il sindaco Raccuglia ha ricordato di essere in carica da poco più di un mese. Ha parlato della necessità di completare la macchina amministrativa, conoscere nel dettaglio i dossier aperti e affrontare le decisioni con il criterio del “buon padre di famiglia”, richiamando prudenza e senso di responsabilità. Parole che lasciano emergere un approccio più pragmatico rispetto ai toni della campagna elettorale. Ed è forse proprio questo il dato politico più interessante emerso dalla seduta. Come accade frequentemente a chi passa dall’opposizione al governo di un Comune, molte posizioni che apparivano nette quando si osservavano i problemi dai banchi della minoranza oggi sembrano confrontarsi con la complessità della gestione amministrativa. La differenza tra denunciare un problema e doverlo risolvere è spesso sostanziale, soprattutto in un ente locale alle prese con vincoli economici, procedurali e normativi sempre più stringenti.

Il tempo delle scelte

Sarebbe prematuro formulare giudizi sull’operato della nuova amministrazione. Un mese di governo non è sufficiente per valutare risultati e capacità amministrative, ed è fisiologico concedere una fase di rodaggio a una squadra appena insediata. Tuttavia, il primo Consiglio comunale ha già offerto indicazioni politiche precise. Da una parte emerge una maggioranza che appare intenzionata a mantenere una forte compattezza interna, anche a costo di rinunciare a scelte dal forte valore simbolico, come quella della rappresentanza femminile ai vertici del Consiglio. Dall’altra si intravede un sindaco che sembra voler imprimere un approccio più concreto e meno ideologico rispetto ad alcune questioni ereditate dal passato, privilegiando soluzioni ritenute maggiormente praticabili rispetto a quelle precedentemente sostenute. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa fase iniziale rappresenti soltanto il naturale assestamento di una nuova amministrazione oppure l’inizio di una linea politica realmente diversa. Saranno soprattutto i grandi dossier aperti – dalle infrastrutture ai servizi, passando per la programmazione urbanistica e gli investimenti – a misurare la capacità del sindaco Gianluca Raccuglia di trasformare le dichiarazioni d’intenti in risultati concreti per Altofonte.

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