Secondo Landini, la sfida è costruire “una vera autonomia energetica” e un ecosistema favorevole alla trasformazione digitale. Al centro, però, deve restare il lavoro: stabile, di qualità, tutelato anche lungo la filiera degli appalti. Da qui la richiesta di “forti condizionalità sociali” e di un rilancio deciso delle energie rinnovabili, per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dai vincoli geopolitici che ne derivano.
Cgil e Dgb, con il sostegno della Fondazione Friedrich Ebert e della Fondazione Di Vittorio, hanno redatto un documento comune su politiche industriali e competitività. Sarà inviato alle istituzioni europee e nazionali, a partire dal commissario europeo per l’Industria Stephane Sejournè, ai ministri competenti e alle controparti datoriali.
Per Landini l’obiettivo è chiedere “un’azione urgente” per investire in formazione, salvare posti di lavoro e rilanciare industria ed economia. “Le lavoratrici e i lavoratori attendono risposte urgenti”, conclude. Cgil e Dgb porteranno le proposte anche nella Ces, la Confederazione europea dei sindacati.
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(ITALPRESS).




