La sfiducia trasformata in bandiera politica. Il “no” ai partiti rivendicato come scelta identitaria. E poi gli attacchi diretti a Forza Italia, ai consiglieri comunali che hanno firmato la sfiducia e alla “politica delle poltrone”. È stata una Angela De Luca combattiva, a tratti emotiva e fortemente polemica, quella salita sul palco del primo comizio elettorale ad Altofonte, dopo la caduta anticipata della sua amministrazione. L’ex sindaco, sfiduciata da undici consiglieri comunali, ha scelto di aprire ufficialmente la campagna elettorale con un intervento lungo e dai toni netti, rivendicando ogni scelta politica fatta durante il suo mandato e rilanciando la candidatura della squadra guidata da Vitaliano Catanese.
“Salire su questo palco fa paura – ha esordito – perché da questo palco dire bugie è difficile”. Un attacco che ha subito segnato il tono del comizio, costruito attorno a un concetto preciso: la sfiducia non sarebbe stata motivata da questioni amministrative, ma da “ricatti politici” legati alla composizione della giunta. Secondo De Luca, il vero motivo della crisi sarebbe stata la richiesta di sostituire il vicesindaco Francesca Ciaccio e di assegnare posti in giunta a esponenti vicini a Forza Italia. “Essere stata sfiduciata per non avere ceduto al ricatto politico di Forza Italia per me è un valore”, ha dichiarato tra gli applausi dei sostenitori.
Parole pesanti, che trasformano di fatto la campagna elettorale in uno scontro frontale tra due visioni opposte della politica. Da una parte, secondo la narrazione dell’ex sindaco, “la politica delle persone che ci mettono la faccia”; dall’altra “la politica delle correnti, dei partiti e degli onorevoli”. Non è mancato il richiamo alle origini del movimento civico “Altofonte che Cambia”, nato – come ricordato dall’ex sindaco – sull’onda dei movimenti civici del 2011. “Questo eravamo e questo siamo rimasti”, ha detto De Luca, rivendicando una linea politica autonoma dai partiti tradizionali.
Nel corso dell’intervento, l’ex primo cittadino ha alternato passaggi emotivi e momenti più tecnici, entrando anche nel merito di alcune polemiche amministrative. Tra queste quella sulla sicurezza urbana: De Luca ha accusato il consiglio comunale di avere bocciato una variazione di bilancio da 30 mila euro destinata all’implementazione del sistema di videosorveglianza. “Vogliamo la sicurezza, però i fondi per le telecamere sono rimasti fermi in banca”, ha detto. Ampio spazio anche alla questione delle scuole e dei finanziamenti ottenuti durante il suo mandato. L’ex sindaco ha ricostruito l’iter burocratico che avrebbe portato ai finanziamenti per diversi plessi scolastici, sottolineando il lavoro degli uffici comunali e respingendo le accuse di immobilismo rivolte alla sua amministrazione.
Nel finale del comizio, De Luca ha rivendicato anche un recente finanziamento da un milione e mezzo di euro, spiegando che “non è stato regalato da nessuno”, ma ottenuto attraverso la partecipazione a un bando pubblico. “Senza padrini, senza madrine, senza onorevoli”, ha ribadito più volte. Insomma ad Altofonte, intanto, il clima politico si accende sempre di più.




