CATANIA (ITALPRESS) – Rinascere con l’arte, dare nuova vita agli imballaggi in plastica e alle persone. Tutto questo è “Redivivus”, il progetto promosso da Corepla con il ministero della Giustizia e a cura di Mani & Mente, realizzato negli istituti penali per i minori e negli Uffici di servizio sociale di Palermo, Caltanissetta, Catania e Acireale. Grazie a questo percorso educativo, assemblato in otto laboratori, settanta giovani talentuosi detenuti nell’Isola, ma provenienti da tutta Italia, hanno realizzato 19 creazioni, riproduzioni artistiche dei più importanti maestri. C’erano l’ultima Cena e la Gioconda di Leonardo da Vinci, Guernica di Pablo Picasso, Persistenza della memoria di Salvador Dalì, La ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer, La notte stellata di Vincent Van Gogh, L’urlo di Edvard Munch, la Madonna Sistina di Raffaello Sanzio, tutte opere realizzate con le bottiglie di plastica dismesse, raccontando la forza trasformativa del riciclo, come metafora di riscatto personale. Curatore della mostra, allestita nel chiostro dell’Università di Catania, è Romina Scamardi. Redivivus intreccia il valore ambientale del riciclo degli imballaggi in plastica con quello sociale dell’inclusione e della responsabilizzazione, offrendo ai giovani coinvolti un’occasione concreta di espressione, consapevolezza e crescita.
Alla Cerimonia di inaugurazione della mostra era presente, tra gli altri, la deputata Eliana Longi. “È un piacere partecipare all’evento conclusivo di Redivivus – ha detto la componente della commissione parlamentare ecomafie – che rappresenta un progetto capace di unire ambiente, arte e inclusione sociale in un percorso dal forte valore educativo. Questa mostra dimostra che il riciclo può diventare non solo sostenibilità ambientale, ma anche opportunità concreta di crescita e rinascita per tanti giovani coinvolti. Complimenti a Corepla, che ne ha avuto l’intuizione, agli organizzatori e a tutti i ragazzi protagonisti di questo significativo e virtuoso percorso”. Al simbolico taglio del nastro hanno partecipato i direttori degli istituti di pena minorili di Catania Bicocca Maria Covato e quello di Acireale Girolamo Monaco, che hanno collaborato fattivamente alla buona riuscita dell’iniziativa; Germana Barone, direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane dell’Università di Catania, insieme al presidente di Corepla Giovanni Cassuti e alla curatrice dell’evento, la quale si è avvalsa della operatività di Giuseppe Scammatella e Mati Mascari, i quali hanno saputo entusiasmare i giovani.
“Redivivus – ha aggiunto Germana Barone, delegata del Rettore all’accreditamento dei musei dell’Ateneo al Sistema museale nazionale – è una mostra che racchiude un significato particolarmente profondo per il nostro museo. Le opere esposte, realizzate con plastica riciclata da giovani provenienti dagli Ipm siciliani, raccontano una doppia possibilità di rinascita: quella dei materiali di scarto, trasformati in creazioni artistiche, ma soprattutto quella delle persone che, attraverso l’arte, trovano uno spazio di espressione, consapevolezza e prospettiva per il futuro. Accogliere questo progetto nel nostro Ateneo significa sostenere concretamente il valore educativo e sociale della cultura, capace di aprire nuove prospettive e di restituire dignità, creatività e speranza”. L’Università di Catania non è nuova a iniziative di questo tipo, volte alla promozione dei valori civici, alla tutela del patrimonio culturale e alla responsabilizzazione sociale. “Di recente – ha aggiunto Germana Barone – è stato siglato un protocollo di collaborazione tra l’Ateneo e l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Catania nell’ambito del progetto Giustizia e cultura in dialogo: un percorso di giustizia riparativa rivolto a persone in esecuzione penale esterna che prevede attività formative e, in parte, anche iniziative itineranti proprio al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane”.
“Con Redivivus abbiamo scelto di raccontare una sostenibilità che va oltre il concetto stesso di riciclo – ha dichiarato Giovanni Cassuti – perché la plastica può rinascere come nuova materia, ma anche le persone possono farlo, se messe nelle condizioni di esprimere il proprio talento. In questo senso, l’arte diventa un ponte tra ambiente e dignità”. I quadri sono stati realizzati utilizzando tessere di bottiglie di plastica trasparente, parzialmente dipinte e assemblate per creare l’opera. In totale sono stati impiegati 500 contenitori. Il progetto si inserisce in un impegno più ampio di Corepla per la diffusione della cultura del riciclo, che trova espressione anche in Recopet, il sistema incentivante che in poco più di un anno ha portato all’installazione di 79 eco-compattatori in Sicilia e alla conseguente raccolta di oltre 4 milioni di bottiglie in Pet, contribuendo a rafforzare la filiera del riciclo e a ridurre la dispersione della plastica. “Redivivus e Recopet – ha detto ancora Giovanni Cassuti – rappresentano due espressioni della stessa visione: una sostenibilità che non si limita alla gestione dei rifiuti, ma diventa educazione, inclusione e rinascita. Le bottiglie rinascono, ma anche le persone possono farlo, se diamo loro le giuste opportunità”.
Con la tappa di Catania si è chiuso così un viaggio che ha attraversato la Sicilia, portando un messaggio chiaro: il riciclo non è soltanto un gesto ambientale, ma può diventare un’esperienza culturale e sociale capace di generare valore per l’intera comunità. “Ogni opera esposta oggi rappresenta una testimonianza di rinascita dove arte e sostenibilità ambientale si uniscono per abituare nuovamente lo sguardo alla bellezza non convenzionale e leggere il mondo con occhi nuovi, al di là di ogni pregiudizio. A questi ragazzi auguriamo che le loro vite possano percorrere strade migliori”, è stato l’auspicio espresso dagli organizzatori, che per l’occasione sono stati affiancati da un giovane autore nell’illustrazione del percorso museale.
– foto xq4/Italpress –
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