Controlli nei cantieri edili: lavoratori in nero e irregolarità, sospese 11 imprese

Redazione

- Trenta le imprese controllate

Controlli nei cantieri edili: lavoratori in nero e irregolarità, sospese 11 imprese
Complessivamente sono state comminate sanzioni amministrative per 71.100 euro, oltre a ammende per 84.470 euro

05 Marzo 2026 - 11:04

Proseguono i controlli dei carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo, impegnati in una vasta attività ispettiva condotta in collaborazione con l’Arma territoriale per verificare il rispetto delle normative sul lavoro e sulla sicurezza nei cantieri. Le verifiche hanno interessato diversi comuni della provincia e della Sicilia occidentale: Castelbuono, Villafrati, Partinico, Erice, San Vito Lo Capo, Castelvetrano, Castellamare del Golfo, Campofranco e Bivona

Nel mirino dei militari sono finite 30 imprese operanti nel settore dell’edilizia, un ambito particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza. Nel corso delle ispezioni sono stati identificati 73 lavoratori, di cui 19 risultati irregolari perché impiegati in difformità rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro e 7 completamente in nero.

Le verifiche hanno inoltre fatto emergere numerose violazioni legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le irregolarità più frequenti riscontrate dai militari figurano la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza di sorveglianza sanitaria, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la carenza di servizi igienico-sanitari nei cantieri e l’assenza di addetti alle emergenze, come quelli destinati al primo soccorso o alla prevenzione incendi. Sono state riscontrate anche criticità strutturali nei cantieri, tra cui ponteggi non conformi, quadri elettrici non a norma e carenze nella viabilità di sicurezza, oltre alla mancanza o irregolarità della documentazione obbligatoria di cantiere.

Per tali violazioni i militari hanno emesso provvedimenti prescrittivi nei confronti dei responsabili aziendali, imponendo l’adeguamento immediato alle norme per evitare situazioni di rischio per i lavoratori. Le attività sospese potranno riprendere soltanto dopo il rispetto delle prescrizioni indicate.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre adottati 11 provvedimenti di sospensione dell’attività. Le sospensioni sono state successivamente revocate dopo il pagamento delle sanzioni amministrative e il ripristino delle condizioni di sicurezza nei cantieri. Complessivamente sono state comminate sanzioni amministrative per 71.100 euro, oltre a ammende per 84.470 euro. I controlli nel settore del lavoro – fanno sapere dall’Arma – proseguiranno anche nei prossimi giorni. L’obiettivo è prevenire e contrastare comportamenti che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e che, nei casi più gravi, possono purtroppo sfociare in incidenti o conseguenze tragiche.

Il commento della Feneal Uil Sicilia

Pasquale De Vardo, segretario generale della Fenel Uil commenta l’operazione: “L’operazione condotta dai carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo conferma, purtroppo, una realtà che, come Fenel Uil denunciamo da tempo: nei cantieri edili persistono sacche diffuse di irregolarità, lavoro nero e gravi carenze sul fronte della sicurezza. I dati emersi dai controlli, con lavoratori impiegati irregolarmente e diversi completamente in nero, dimostrano che il problema non è episodico ma strutturale” afferma il segretario.

“A questo – prosegue De Vardo – si aggiungono violazioni molto gravi, come la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza di sorveglianza sanitaria, ponteggi non conformi e dispositivi di protezione individuale non consegnati. Sono condizioni che mettono a rischio la salute e la vita delle persone e che non possono essere tollerate in un settore già segnato da troppi incidenti e, troppo spesso, da tragedie sul lavoro”.

“Come organizzazione sindacale ribadiamo che il contrasto al lavoro nero e irregolare nei cantieri deve diventare una priorità nazionale. Servono più controlli, un rafforzamento degli organici ispettivi e una responsabilizzazione dell’intera filiera degli appalti, perché spesso dietro queste situazioni si nascondono catene di subappalti che scaricano sui lavoratori il prezzo della concorrenza al ribasso.”

“Ringraziamo l’Arma dei Carabinieri per l’attività di vigilanza svolta e per l’impegno nel far rispettare le norme. Ma – conclude De Vardo – è evidente che la repressione, da sola, non basta. Bisogna investire seriamente nella cultura della sicurezza, nella qualificazione delle imprese e nella tutela dei lavoratori. La legalità nei cantieri non è solo una questione di regole, ma di dignità del lavoro e di civiltà.”

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