L’emergenza cinghiali continua a rappresentare un problema per la sicurezza dei cittadini, le attività agricole e la tutela dell’ambiente. Ma c’è anche un altro aspetto, spesso poco conosciuto: chi partecipa alle operazioni autorizzate di contenimento della fauna selvatica deve sostenere personalmente numerose spese, dal carburante alle attrezzature necessarie per gli interventi. A sollevare la questione è il sindaco di Altofonte, Gianluca Raccuglia, che ha inviato una lettera alla Presidenza della Regione siciliana, agli assessorati regionali all’Agricoltura e al Territorio, all’Assemblea regionale siciliana e alla commissione Bilancio dell’Ars, chiedendo l’istituzione di un sistema di rimborso delle spese sostenute dai coadiutori autorizzati. La comunicazione è stata indirizzata anche ai sindaci siciliani attraverso Anci Sicilia.
Il ruolo dei coadiutori e le spese a loro carico
La proposta riguarda gli operatori formati e autorizzati che collaborano alle attività di controllo e contenimento dei suini selvatici nell’ambito del Piano regionale per gli interventi urgenti (Priu) e del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica 2025-2029. Si tratta di figure che contribuiscono alle operazioni programmate per limitare la proliferazione degli animali e ridurre i danni alle coltivazioni, i pericoli per la circolazione stradale e i rischi sanitari, anche in relazione alla peste suina africana. Secondo quanto evidenziato dal sindaco, però, gran parte delle spese operative ricade direttamente sui singoli coadiutori: spostamenti, carburante, manutenzione delle attrezzature, dotazioni tecniche e dispositivi di sicurezza. Costi che gli operatori sostengono per partecipare a interventi previsti dalla programmazione pubblica regionale, mettendo a disposizione tempo, competenze e conoscenza del territorio.
La proposta: rimborsi legati agli interventi effettuati
Con la legge di stabilità regionale 2027-2029 in discussione, Raccuglia chiede alla Regione di valutare l’introduzione di una specifica misura economica per sostenere i coadiutori. L’ipotesi è quella di prevedere un rimborso forfettario oppure un importo parametrato agli interventi effettivamente realizzati e al numero di capi regolarmente abbattuti e censiti, sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e verificabili. Per finanziare la misura, il sindaco propone di utilizzare le risorse disponibili o di rimodulare quelle già destinate alle attività di contenimento della fauna selvatica. Non si tratterebbe, dunque, di introdurre automaticamente un compenso per ogni abbattimento, ma di individuare un meccanismo che consenta di riconoscere almeno una parte delle spese affrontate dagli operatori autorizzati.
Una questione che riguarda tutta la Sicilia
L’iniziativa del sindaco di Altofonte si inserisce in una problematica che interessa numerosi territori siciliani, dove la presenza incontrollata dei suini selvatici continua a creare difficoltà agli agricoltori e preoccupazioni per la sicurezza pubblica. Per esempio sulle Madonie o sui Nebrodi. Nella lettera Raccuglia sottolinea che i comuni sono le istituzioni chiamate per prime a confrontarsi con le conseguenze del fenomeno e con le richieste di intervento provenienti dai cittadini. Per questo, secondo il primo cittadino, sostenere economicamente i coadiutori non rappresenterebbe soltanto un riconoscimento del loro impegno, ma anche uno strumento per garantire continuità ed efficacia alle operazioni di contenimento. La richiesta è adesso sul tavolo delle istituzioni regionali. L’obiettivo è ottenere un riscontro e tradurre la proposta in una misura finanziaria concreta, capace di sostenere una rete di operatori considerata strategica per la tutela del territorio, delle produzioni agricole e della sicurezza dei cittadini.
Il precedente: ad Altofonte le gabbie non bastano più
La lettera rappresenta anche un nuovo sviluppo di una vicenda che MonrealePress segue da diversi mesi. Già ad agosto un branco di cinghiali era stato avvistato nei pressi dell’ingresso del paese, tra la curva del Biviere e l’abitato, spingendo il sindaco a invitare automobilisti e motociclisti alla prudenza. In quell’occasione era stato annunciato il posizionamento di una gabbia di cattura. A ottobre, però, il problema si era ripresentato con nuovi avvistamenti nelle zone di Torrettella e via Acqua Farina. L’amministrazione comunale aveva quindi iniziato a valutare soluzioni ulteriori rispetto alle gabbie, compresa la possibilità di chiedere alla Regione risorse economiche per gli abbattimenti controllati.




