Avete un vecchio tablet? Potete trasformarlo nel terminale Android della vostra automobile

Redazione

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Avete un vecchio tablet? Potete trasformarlo nel terminale Android della vostra automobile
Per tanti è un prodotto da buttare, per altri invece è un sistema con il quale sperimentare

12 Ottobre 2026 - 10:22

Non fate i furbi: nel cassetto di casa vostra probabilmente riposa da chissà quanti mesi un tablet, vecchio, impolverato ma ancora perfettamente funzionante. Ecco, se lo accendete probabilmente vi accorgerete che lo schermo è ancora luminoso, la batteria avrà perso un po’ di smalto e che non ci sono più aggiornamenti da fare. Per tanti è un prodotto da buttare, per altri invece è un sistema con il quale sperimentare.

Quel dispositivo, in realtà, nasconde tanto potenziale: a meno che non sia uno dei primissimi tablet mai messi in produzione, ad oggi risulta ancora perfetto per passare una serata a giocare con una roulette in rete; se siete disposti un po’ a smanettare e avere un auto un po’ anziana sarete felicissimi di sapere che potrete trasformarlo nel terminale Android che avete sempre sognato.

Dovete sapere che esistono applicazioni gratuite capaci di trasformare un tablet in una vera unità multimediale, che replica l’interfaccia dei cruscotti moderni mentre il telefono continua a occuparsi di navigazione, musica e chiamate. Il vantaggio è evidente: nessuna centralina da sostituire, nessun intervento in officina, nessuna spesa importante.

Un cruscotto moderno senza cambiare auto

Il principio è più semplice di quanto sembri: progetti come Open Headunit, Headunit Reloaded e Headunit Revived permettono a uno smartphone o a un tablet Android di comportarsi da ricevitore per Android Auto, mostrando la stessa schermata che si vedrebbe su un’unità di bordo compatibile. Il telefono, collegato tramite cavo, resta il vero cervello dell’operazione: applicazioni, navigazione GPS ed elaborazione dei dati continuano a girare su di lui, mentre il tablet si limita a fare da display e da superficie di controllo.

Proprio per questa ripartizione dei compiti, i requisiti sono modesti. Gli sviluppatori di Open Headunit dichiarano il supporto a partire da Android 4.1, anche se l’esperienza reale dipende dalla potenza del tablet, dal decoder video disponibile e dal corretto funzionamento della modalità USB host, indispensabile affinché il dispositivo possa dialogare con il telefono attraverso un cavo adeguato.

Ne deriva un paradosso interessante: i modelli recenti non servono affatto, e anzi funzionano meglio proprio i tablet più anziani perché tutta l’elaborazione viene delegata allo smartphone. L’installazione però, va fatta con cura: il tablet necessita di un supporto stabile da fissare al cruscotto o al parabrezza mentre l’alimentazione viene erogata dalla presa dell’accendisigari.

Che altro ci si può fare con un vecchio tablet’

Anche chi non ha un’auto da aggiornare può dare nuova linfa a un tablet in pensione.

Il più classico dei riusi è la cornice digitale, che a differenza di quelle in commercio può visualizzare album personali aggiornati in tempo reale dal cloud; un altra opzione è quella del pannello di controllo per la domotica di casa, fissato a una parete del corridoio per accendere luci, regolare il termostato o consultare le telecamere. Anche usare il tablet come e-reader è una buona mossa, così da liberare lo smartphone da una buona parte delle distrazioni.

In cucina un vecchio tablet può diventare un ottimo assistente, con ricette sempre in vista e un timer più comodo di qualsiasi manopola, oppure uno schermo per videochiamare con parenti lontani senza impegnare il telefono. Sulla scrivania, invece, può trasformarsi in un secondo monitor per il computer, utile per tenere sott’occhio la posta o le chat mentre si sta cercando informazioni sulla migliore piattaforma per giocare online.

Dare una seconda vita a un dispositivo, infine, ha anche un valore che va oltre la comodità. Ogni oggetto riutilizzato è un rifiuto elettronico in meno e un acquisto evitato, in un mercato dove l’obsolescenza programmata spinge spesso a sostituire ciò che funzionerebbe ancora benissimo.

Prima di buttare quel tablet, insomma, conviene chiedersi che cosa potrebbe ancora fare. Foto di form PxHere

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