Monreale, torna la Settimana Internazionale di Musica Sacra: concerti dedicati alla vita di Cristo

Redazione

Eventi - Dal 2 al 9 ottobre 2026

Monreale, torna la Settimana Internazionale di Musica Sacra: concerti dedicati alla vita di Cristo
In programma sette concerti, tutti con inizio alle 21 e a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

30 Settembre 2026 - 10:27

Dal 2 al 9 ottobre il Duomo di Monreale ospiterà la 68ª Settimana Internazionale di Musica Sacra, la storica rassegna organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo. In programma sette concerti, tutti con inizio alle 21 e a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Dopo “Genesi”, tema scelto per l’edizione 2025, il progetto triennale prosegue quest’anno con “La Vita di Cristo – Vitae Christi”, secondo capitolo del percorso ideato in relazione al racconto delle Sacre Scritture custodito nei mosaici del Duomo di Monreale e che si concluderà nel 2027 con l’Apocalisse.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 seguirà le principali tappe della vita di Cristo, dalla Natività alla fuga in Egitto, dalla Passione alla Croce, fino alla Resurrezione e alla Pentecoste. Il programma attraverserà epoche, linguaggi e tradizioni musicali differenti, con pagine di Berlioz, Alessandro Scarlatti, Gian Francesco de Majo, Lorenzo Perosi, Ottorino Respighi e Richard Wagner, insieme alle laudi medievali.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla tradizione religiosa monrealese, con una serata dedicata al Crocifisso della Collegiata, inserita nell’anno delle celebrazioni per il 400esimo anniversario della festa del Santissimo Crocifisso. Il tema scelto per questa edizione, ha sottolineato l’arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi, mira a creare un rapporto diretto tra la musica e il grande racconto sacro raffigurato nei mosaici della Cattedrale.

Per il sindaco Alberto Arcidiacono la Settimana Internazionale di Musica Sacra rappresenta uno degli appuntamenti di punta della città e un evento capace di unire il prestigio degli artisti coinvolti alla cornice del Duomo normanno, patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La manifestazione coinvolgerà l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Coro del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, il RTS Choir della Radio Televisione Serba, Europa Galante, l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, l’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, l’Ensemble Micrologus e il Coro di voci bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.

Il programma

Venerdì 2 ottobre la Settimana si inaugura con L’Enfance du Christ di Hector Berlioz, trilogia sacra per soli, coro e orchestra op. 25. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e del Coro del Teatro Massimo di Palermo, preparato da Salvatore Punturo, Gianluca Marcianò; interpreti James Gilchrist come Narratore, Stéphanie d’Oustrac come Maria, Jean-Sébastien Bou come Giuseppe, Thomas Dolié come Erode ed Edwin Crossley-Mercer nei ruoli del padre di famiglia e di Polidoro. Il concerto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Composta nella forma definitiva nel 1854, L’Enfance du Christ racconta in tre parti – Il sogno d’Erode, La fuga in Egitto e L’arrivo a Sais – la minaccia di Erode, la partenza della Sacra Famiglia e la ricerca di un rifugio. Berlioz la definì “trilogia sacra”: una pagina nella quale il compositore adotta una scrittura spesso raccolta e trasparente, lontana dalla monumentalità di altre sue opere. La genesi stessa della partitura nacque dal nucleo della Fuite en Égypte, cui si aggiunsero successivamente le altre due parti; la versione completa debuttò a Parigi il 10 dicembre 1854.

Sabato 3 ottobre si passa al barocco con il “palermitano” Alessandro Scarlatti con Colpa, Pentimento e Grazia. Oratorio per la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, su libretto del cardinale Pietro Ottoboni, nella trascrizione e revisione di Giuseppe Collisani. Ignazio Maria Schifani, direttore al cembalo, guida l’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori; protagonisti Roberta Mameli nel ruolo della Colpa, Filippo Mineccia come Pentimento e Carlotta Colombo come Grazia. Il progetto è promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Scritto per la Settimana Santa del 1708 su commissione dello stesso Ottoboni, l’oratorio trasferisce gli episodi evangelici della Passione su un piano interiore attraverso tre personificazioni allegoriche. La Colpa si sente responsabile del sacrificio di Cristo, il Pentimento rappresenta l’anima che prende coscienza del peccato, mentre la Grazia conduce il percorso verso il significato salvifico della Croce.

Domenica 4 ottobre Fabio Biondi dirige Europa Galante in Gesù sotto il peso della croce, oratorio per soli e orchestra di Gian Francesco de Majo. Le voci sono quelle di Lucia Cortese nel ruolo di Maria, Lucia Cirillo come Maddalena e Jorge Navarro Colorado come Giovanni. Composto nel 1764, l’oratorio colloca Maria, Maddalena e Giovanni nei pressi della porta di Gerusalemme che conduce al Calvario: i tre personaggi non vedono direttamente l’azione, ma ripercorrono la Passione attraverso il racconto e il dolore. De Majo, musicista napoletano apprezzato anche da Mozart, costruisce l’opera soprattutto sulla forza espressiva delle voci e sulla qualità melodica della scrittura, fino al raffinato intreccio contrappuntistico del coro conclusivo affidato ai tre protagonisti.

Lunedì 5 ottobre la rassegna incontra direttamente la storia religiosa di Monreale con “Sulle Sue Spalle”, lettura-concerto realizzata in occasione dei 700 anni del Crocifisso della Collegiata di Monreale. Le meditazioni per la Via Crucis scritte da Papa Francesco, affidate alla voce recitante di Gigi Borruso, si alternano a pagine tratte dalla Via Crucis di Franz Liszt, dagli Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi e Luigi Boccherini e agli storici inni al Crocifisso della tradizione monrealese. Il programma comprende anche Dio che la Croce, conservato in un manoscritto storico, e Corri o figlio di Giuseppe Burgio di Villafiorita. Fabio Ciulla cura la direzione e le elaborazioni musicali, Giovanni Mazzara i movimenti scenici; partecipano il soprano Federica Sardella, il mezzosoprano Adriana Di Paola, il Coro di voci bianche della FOSS e un ensemble strumentale dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Maestro del coro Vincenzo Marino. La serata lega così il repertorio sacro europeo alla memoria musicale locale. Gli inni conservati nel fondo musicale della Collegiata testimoniano infatti una tradizione sviluppatasi fra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e legata alla solennità del Santissimo Crocifisso. Corri o figlio, composto nel 1901 da Giuseppe Burgio di Villafiorita su testo del canonico Polizzi, rappresenta uno dei documenti musicali di questo rapporto secolare tra la comunità monrealese e il Crocifisso.

Martedì 6 ottobre il percorso compie un salto indietro fino alle origini della tradizione musicale religiosa in volgare con l’Ensemble Micrologus, impegnato nelle Laudi medievali dell’Avvento, Nascita, Passione e Resurrezione. Il programma riunisce antifone, sequenze e laudi tratte soprattutto dal Laudario 91 di Cortona, insieme a testimonianze conservate ad Assisi, Firenze, Foligno e in altri manoscritti. Le laudi nacquero nel Duecento nel clima di rinnovamento religioso legato anche agli ordini mendicanti e alla diffusione della predicazione in lingua volgare. La loro struttura, che favorisce anche la partecipazione della comunità, accompagna qui l’intero itinerario cristologico: dall’attesa dell’Avvento alla nascita, dalla Passione alla Resurrezione. Il Laudario di Cortona, copiato probabilmente fra il 1270 e il 1297, costituisce la più antica collezione conosciuta di melodie laudistiche e una delle fonti principali del programma.

Giovedì 8 ottobre l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretti da Fabrizio Maria Carminati, presentano Natale del Redentore, oratorio in due parti per soli, coro e orchestra di Lorenzo Perosi. Interpreti Elisabetta Zizzo nel ruolo di Maria, Michele Patti come Storico, Giuseppe Infantino come Angelo e Albane Carrère (mezzosoprano); maestro del coro Luigi Petruzziello. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini di Catania. Composto nel 1899 e presentato per la prima volta nel Duomo di Como, Natale del Redentore appartiene alla stagione in cui Perosi fu tra i protagonisti del rinnovamento della musica sacra italiana. L’oratorio, su testo latino ispirato alle Sacre Scritture, comprende un Prologo e due parti, L’Annunciazione e La notte di Natale: dalla visita dell’Angelo a Maria e dal Magnificat alla Natività e all’adorazione dei pastori. La scrittura guarda alla tradizione gregoriana e polifonica, con un’orchestrazione misurata e una particolare attenzione al coro.

Venerdì 9 ottobre il concerto conclusivo affida all’Orchestra Sinfonica Siciliana e al RTS Choir – Coro della Radio Televisione Serba, preparato da Hadži Jakov Milutinović, due pagine di Ottorino Respighi e Richard Wagner sotto la direzione di Alexander Joel. Di Respighi sarà eseguita Christus, cantata biblica per soli, coro e orchestra, con Alessandro Scotto di Luzio nel ruolo di San Matteo, Mario Cassi come Cristo e Alessandro Abis come Giuda; seguirà Das Liebesmahl der Apostel (“La cena degli Apostoli”) di Wagner, scena biblica per coro maschile e grande orchestra. Christus, composta nel 1898 durante gli anni di formazione di Respighi a Bologna, è una pagina giovanile su testi tratti direttamente dalla Vulgata, nella quale sono già riconoscibili l’interesse del compositore per la scrittura modale e la capacità di governare grandi masse corali. Das Liebesmahl der Apostel, scritto da Wagner nel 1843 per una grande riunione delle società corali sassoni, mette invece al centro il racconto della Pentecoste: il coro maschile, suddiviso in gruppi, rappresenta gli Apostoli e la comunità dei fedeli, mentre l’ingresso dell’orchestra accompagna l’annuncio della discesa dello Spirito Santo. Nella conclusione affiora inoltre un materiale musicale che Wagner svilupperà molti anni dopo nel Parsifal.

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