Si sarebbe presentato a casa di un’anziana fingendosi un poliziotto e, con il pretesto di effettuare una perquisizione, avrebbe messo a soqquadro l’abitazione portando via gioielli e denaro. La truffa, avvenuta nel quartiere Bonagia a Palermo, si è conclusa con l’arresto di due uomini di 44 e 19 anni, entrambi residenti nel Catanese. A consentire agli agenti di individuare le vittime e restituire il maltolto è stata una fede nuziale con due nomi incisi all’interno. L’operazione è stata condotta dai poliziotti del commissariato Brancaccio dopo una segnalazione sulla presenza sospetta di un uomo nei pressi di un residence. Secondo la ricostruzione della polizia, il 44enne avrebbe raggiunto l’appartamento di una donna anziana dopo una telefonata che ne annunciava l’arrivo. Una volta entrato, spacciandosi per un agente, avrebbe simulato una perquisizione per impossessarsi rapidamente degli oggetti di valore presenti in casa.
I poliziotti, rimasti in osservazione all’esterno del complesso residenziale, hanno fermato l’uomo mentre si allontanava. Durante il controllo hanno trovato gioielli e denaro, ma inizialmente non sapevano a chi appartenessero. La svolta è arrivata quando gli agenti hanno notato, tra i monili recuperati, una fede nuziale con incisi due nomi. Partendo da quell’indizio, hanno effettuato verifiche tra i residenti del condominio, fino a individuare l’appartamento dal quale sarebbero stati sottratti gli oggetti. Nell’abitazione vivevano due anziane sorelle, una delle quali vedova e proprietaria dell’anello. Al momento dell’arrivo degli agenti, le donne avevano appena contattato l’amministratore del condominio per raccontare l’accaduto e non si erano ancora rivolte alle forze dell’ordine. I poliziotti hanno potuto così restituire loro gioielli e denaro.
L’intervento è stato coordinato sul posto da un funzionario del commissariato Brancaccio che andrà in pensione il prossimo 30 settembre. L’arresto dei due indagati per truffa aggravata è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. Per il 44enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per il 19enne, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora nel Comune di Catania. Il comunicato della polizia non precisa quale ruolo avrebbe avuto il più giovane nella vicenda.




