Maxi operazione antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno eseguito il fermo di 22 persone, ritenute coinvolte nell’escalation criminale che negli ultimi mesi ha interessato il capoluogo siciliano. Per sette indagati, già detenuti per altri reati, il provvedimento è stato notificato direttamente in carcere.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, riguarda la cosiddetta “banda dei Kalashnikov”, ritenuta responsabile di una serie di attentati e intimidazioni messi a segno tra il novembre 2025 e le ultime settimane nei quartieri riconducibili al mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Secondo gli investigatori, nove dei fermati dovranno rispondere, a vario titolo, di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra, con l’aggravante del metodo mafioso. Altri sei sono invece accusati di far parte di un’organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri San Lorenzo e Zen 2, che avrebbe avuto anche la disponibilità di un arsenale di armi.
L’operazione rappresenta la prosecuzione dell’inchiesta che, nello scorso mese di giugno, aveva già portato all’esecuzione di otto provvedimenti di fermo per estorsioni, danneggiamenti e tentato omicidio.
Le dichiarazioni
“Complimenti alla Procura della Repubblica di Palermo e alle forze dell’ordine che oggi hanno arrestato i presunti responsabili degli atti criminali ai danni di diversi imprenditori del territorio, causando un forte allarme nella società civile. Lo Stato c’è e ha saputo dimostrare, ancora una volta, con prontezza ed efficacia, che non esiste alcuno spazio per la riemersione di fenomeni criminali che nel passato hanno segnato profondamente la nostra terra”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando il blitz.
“Esprimo la mia gratitudine e quella di tutti i siciliani a magistrati e investigatori che hanno immediatamente dato risposta alla richiesta di sicurezza di imprenditori e cittadini. L’operazione di oggi è un segnale importante di una lotta alla mafia concreta e di successo, nel giorno in cui ricordiamo il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, con la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma bianca colpita nell’attentato del 23 maggio del 1992, e alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta”.
Sull’operazione è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ha espresso “plauso e ringraziamento alla Procura, ai carabinieri e a tutte le forze dell’ordine per questa brillante operazione antimafia”, definendola “un colpo durissimo inferto alla criminalità organizzata”. Il primo cittadino ha rivolto un pensiero ai commercianti e agli imprenditori vittime delle intimidazioni, sottolineando l’importanza delle denunce presentate da chi ha scelto di collaborare con gli investigatori. “Lo Stato c’è, non arretra e continua a difendere la libertà di chi lavora onestamente”, ha dichiarato Lagalla, ribadendo che la lotta alla mafia proseguirà con determinazione.




