CATANIA (ITALPRESS) – Il contesto è cambiato, la Sicilia adesso è attrattiva. E’ quanto sottolinea il presidente della Regione, Renato Schifani, affidando il suo ragionamento alle pagine del quotidiano La Sicilia di Catania nello spazio L’Intervento.
“Ho letto con attenzione – scrive Schifani – l’editoriale del direttore Piraneo di qualche giorno fa che si interroga sul ‘contesto’ in cui oggi le imprese operano in Sicilia e, in particolare, nella città di Catania e nella sua area industriale. È una riflessione utile, perché ci obbliga a misurare le nostre politiche non sulle intenzioni, ma sugli effetti concreti. Non mi sfugge la forza di una domanda di fondo: se, al di là delle analisi macroeconomiche positive, il sistema Sicilia sia davvero oggi competitivo nei tempi, nelle infrastrutture, nella capacità amministrativa. È una domanda legittima, che però merita di essere aggiornata alla realtà dei fatti, perché la Sicilia di oggi non è più quella di pochi anni fa”.
“Parto da un dato che considero decisivo: la riqualificazione dell’area industriale di Catania, dopo decenni di attesa e interventi frammentati, è finalmente entrata in una fase di trasformazione strutturale – sottolinea -. Con risorse regionali dedicate e una programmazione unitaria, abbiamo avviato cantieri e interventi per cinquanta milioni di euro, con l’obiettivo di restituire competitività a uno dei poli produttivi più importanti del Mezzogiorno. Non è un dettaglio: le imprese insediate in quell’area rappresentano circa il 20% del PIL siciliano. È un asse produttivo strategico che per troppo tempo ha convissuto con infrastrutture inadeguate, inefficienze storiche e una stratificazione di ritardi che oggi stiamo finalmente affrontando in modo sistemico. A questo si aggiunge un passaggio decisivo: il finanziamento da 210 milioni di euro per le Super ZES, che integra e rafforza la misura nazionale. Non è solo un incentivo, ma un cambio di paradigma: un’unica piattaforma autorizzativa, tempi certi, semplificazione reale per chi vuole investire. È su questo terreno che si misura oggi la competitività di un territorio. In questa direzione si inserisce anche il lavoro della Commissione Tecnica Specialistica, che abbiamo reso più efficiente proprio per ridurre i tempi della burocrazia ambientale e autorizzativa. Nel solo 2025 ha espresso 865 pareri positivi per investimenti che superano complessivamente i 7 miliardi di euro. Numeri che raccontano una Sicilia che non blocca, ma abilita sviluppo”.
“Non è un caso isolato – prosegue Schifani -. Nel settore strategico dei semiconduttori e dell’innovazione industriale, la Sicilia continua a rappresentare un punto di riferimento europeo. Il rafforzamento del sistema produttivo, a partire dalle grandi realtà già presenti sul territorio, si accompagna a un più ampio progetto da 5 miliardi di euro, che include anche un intervento della Regione da 300 milioni di euro dedicato proprio al potenziamento del sistema tecnologico e infrastrutturale legato a questi investimenti. Ma stiamo intervenendo anche su un altro pilastro: l’energia e i rifiuti. È in fase di definizione la realizzazione di un termovalorizzatore nell’area industriale di Catania, con un investimento di circa mezzo miliardo di euro. Un’opera attesa da decenni, che non è solo impiantistica, ma riguarda direttamente la competitività del sistema produttivo e la qualità della vita dei cittadini”.
“Parallelamente – ricorda il Governatore -, stiamo investendo sulla filiera del turismo e dell’accoglienza. Sono stati stanziati 155 milioni di euro per la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture ricettive, perché la crescita economica non può prescindere dalla qualità dell’offerta turistica. A questi si aggiunge il rilancio delle terme di Acireale e Sciacca, con 90 milioni di euro di investimenti complessivi, dopo anni di chiusura e abbandono. È una scelta precisa: destagionalizzare il turismo e valorizzare le risorse naturali dell’Isola. Tutto questo avviene dentro un quadro di finanza pubblica radicalmente cambiato. Quando mi sono insediato, la Sicilia portava sulle spalle un disavanzo che nel 2017 sfiorava i 7 miliardi di euro. Oggi, grazie anche all’azione di risanamento iniziata nella precedente legislatura, siamo passati a una condizione di avanzo superiore ai 5 miliardi nel 2025. È un risultato che non è solo contabile: significa capacità di programmazione, credibilità verso i mercati e soprattutto libertà di investimento”.
“È dentro questo nuovo contesto – puntualizza Schifani – che si inserisce una riflessione che considero particolarmente significativa, quella del dottor Trequattrini della Banca d’Italia, che ha indicato la Sicilia come una delle aree destinate a giocare un ruolo centrale nel Mediterraneo nei prossimi dieci anni. Non è un auspicio, ma la fotografia di una traiettoria possibile, se le politiche pubbliche continuano a essere coerenti e continuative. Sul tema dei tempi e dell’efficienza amministrativa non mi sottraggo. È una sfida quotidiana che affronto a Palazzo d’Orléans, attraverso tavoli permanenti con assessori e dirigenti, proprio per monitorare lo stato di avanzamento dei principali dossier. Il rispetto dei cronoprogrammi non è uno slogan, ma un metodo di lavoro. Il punto vero è che oggi la Sicilia sta cambiando anche nella percezione esterna. E questo cambiamento, forse più ancora dei singoli numeri, è ciò che apre nuove opportunità. Non siamo più soltanto una terra raccontata attraverso le sue difficoltà, ma una Regione che dimostra di saper programmare, attrarre investimenti e soprattutto utilizzare le risorse in modo efficace. È questo il passaggio decisivo: la capacità di attrarre investimenti non è un effetto automatico, ma il risultato di una strategia. E su questa strategia intendiamo continuare a lavorare con determinazione”.
“L’Isola ha tutte le condizioni per essere davvero, nei fatti e non solo nelle analisi, un hub del Mediterraneo: per la sua posizione geografica, per il suo capitale umano, per le infrastrutture che stiamo realizzando e per il nuovo assetto amministrativo che abbiamo costruito – conclude il presidente della Regione, Schifani -. La Sicilia cresce, investe e guarda al futuro con maggiore fiducia. Ma soprattutto sta cambiando l’immagine che l’Italia e l’Europa hanno della nostra Isola: non più una terra raccontata soltanto per le sue difficoltà, ma una Regione che dimostra di saper programmare, spendere bene le risorse e costruire opportunità di sviluppo. Questo cambiamento di sguardo vale quanto i numeri: perché apre porte che prima erano chiuse. È su questa strada che intendo proseguire: rafforzare la competitività del territorio, accelerare gli investimenti strategici e rendere la Sicilia sempre più attrattiva per chi vuole produrre, innovare e creare lavoro”.
– foto IPA Agency –
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