Timbravano e si allontanavano dal servizio: bufera giudiziaria alla Reset

Redazione

Palermo - Le indagini della Digos

Timbravano e si allontanavano dal servizio: bufera giudiziaria alla Reset
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata in concorso ai danni della società partecipata e, per due di loro, anche il reato di peculato

16 Giugno 2026 - 10:31

Nove dipendenti della Reset, la società partecipata del Comune di Palermo che si occupa di manutenzione del verde, decoro urbano e servizi ambientali, sono stati raggiunti da una misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotta dalla Digos della Questura. Nella mattinata di oggi la Polizia ha eseguito un’ordinanza di applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria emessa dal Gip Emanuela Carrabotta su richiesta del sostituto procuratore Eugenio Faletra. Contestualmente è stata notificata un’informazione di garanzia a un decimo dipendente, anch’egli indagato per episodi di assenteismo.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata in concorso ai danni della società partecipata e, per due di loro, anche il reato di peculato. L’attività investigativa, condotta attraverso videoriprese, servizi di osservazione e pedinamenti, avrebbe consentito di documentare un presunto sistema di assenze dal posto di lavoro accompagnate da false attestazioni di presenza in servizio. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni dipendenti si sarebbero allontanati durante l’orario lavorativo contando sulla collaborazione di colleghi incaricati di attestare falsamente la loro presenza.

Gli investigatori parlano di una rete di complicità che avrebbe permesso agli indagati di sottrarsi sistematicamente agli obblighi lavorativi pur risultando formalmente in servizio. Tra le posizioni ritenute più gravi dagli inquirenti figura quella di un dipendente che, oltre a svolgere il ruolo di caposquadra e rappresentante sindacale, avrebbe utilizzato parte dell’orario di lavoro per questioni personali, avvalendosi anche di un mezzo aziendale. La Procura ha inoltre disposto la comunicazione delle misure cautelari alla Reset affinché la società possa adottare le eventuali determinazioni di competenza sul piano disciplinare e organizzativo.

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