Maxi blitz anti-pezzotto: scoperto il nuovo sistema “invisibile” per vedere Sky e Netflix gratis

Redazione

Dall'Italia e dal Mondo - L'operazione della guardia di finanza in tutta Italia

Maxi blitz anti-pezzotto: scoperto il nuovo sistema “invisibile” per vedere Sky e Netflix gratis
Al centro delle indagini una nuova tecnologia definita dagli investigatori “mai riscontrata prima”, basata su un’applicazione chiamata “Cinemagoal”

22 Maggio 2026 - 09:27

Una maxi operazione coordinata dalla Guardia di Finanza di Ravenna ha scoperchiato un nuovo e sofisticato sistema di pirateria audiovisiva che permetteva a migliaia di utenti di accedere illegalmente ai contenuti delle principali piattaforme streaming e pay-tv come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bologna, ha portato all’esecuzione di oltre 100 perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale con il coinvolgimento di circa 200 finanzieri e il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi.

Al centro delle indagini una nuova tecnologia definita dagli investigatori “mai riscontrata prima”, basata su un’applicazione chiamata “Cinemagoal”. Il sistema consentiva agli utenti di collegarsi a server esteri capaci di decodificare illegalmente i segnali audiovisivi protetti, aggirando i sistemi di sicurezza delle piattaforme ufficiali. Secondo quanto emerso, il meccanismo sfruttava macchine virtuali operative 24 ore su 24 sul territorio nazionale, in grado di captare e ritrasmettere ogni pochi minuti i codici originali di abbonamenti leciti intestati però a soggetti fittizi. In questo modo il segnale veniva trasformato e inviato “in chiaro” agli utenti finali. La particolarità del sistema era rappresentata dalla capacità di rendere estremamente difficile l’identificazione degli utenti collegati, schermando gli indirizzi Ip e garantendo una qualità di visione superiore rispetto ai tradizionali sistemi Iptv illegali.

Gli investigatori hanno individuato oltre 70 distributori del servizio, incaricati di commercializzare gli abbonamenti pirata con costi variabili tra 40 e 130 euro l’anno. I pagamenti avvenivano spesso tramite criptovalute o conti esteri difficilmente tracciabili. L’indagine si è sviluppata anche a livello internazionale grazie alla cooperazione con Eurojust, che ha coordinato le operazioni svolte in Francia e Germania. Le autorità hanno disposto il sequestro dei server esteri contenenti il codice sorgente del programma e i dati necessari alla decodifica dei contenuti. Nel corso dell’attività investigativa è emerso inoltre che veniva utilizzato anche il più tradizionale sistema Iptv illegale conosciuto come “pezzotto”.

Gli inquirenti stanno adesso analizzando il vasto materiale sequestrato per identificare tutti i soggetti coinvolti, compresi gli utenti finali. Secondo una prima stima effettuata insieme alle aziende danneggiate, il danno economico causato dal sistema illecito ammonterebbe a circa 300 milioni di euro. Intanto scatteranno le prime sanzioni per mille utenti già identificati: le multe previste oscillano da 154 fino a 5 mila euro.

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