Giornalisti e pensione, addio ai luoghi comuni: “Il sistema regge, ma gli assegni rischiano di essere bassi”

Mario Monte

Dall'Italia e dal Mondo - A Roma

Giornalisti e pensione, addio ai luoghi comuni: “Il sistema regge, ma gli assegni rischiano di essere bassi”
Il messaggio emerso dal convegno dedicato alla transizione tra Inpgi e Inps svoltosi nell’ambito del Festival del Lavoro 2026 è apparso molto meno pessimista di quanto molti si aspettassero

22 Maggio 2026 - 12:52

Dal nostro inviato a Roma

“Il giornalista non avrà mai una pensione”. È una frase che si sente ripetere spesso dentro la categoria, al punto da essere diventata quasi una convinzione collettiva. Eppure il messaggio emerso dal convegno dedicato alla transizione tra Inpgi e Inps svoltosi nell’ambito del Festival del Lavoro 2026 in corso a Roma e moderato da Antonello Orlando e successivamente da Michele Donati, è apparso molto meno pessimista di quanto molti si aspettassero. Un approccio che non ha negato le difficoltà della professione, ma che ha provato a spostare il dibattito dal fatalismo alla sostenibilità del sistema. Nel corso degli interventi, da Mimma Iorio a Michele Cottura fino ai tecnici della Direzione centrale pensioni dell’Inps, è stato ribadito più volte come il passaggio dei giornalisti dipendenti dall’Inpgi all’Inps abbia rappresentato una trasformazione complessa ma gestita salvaguardando i diritti maturati al 30 giugno 2022, comprese le regole di calcolo previdenziale già consolidate.

Particolarmente delicato il tema della sostenibilità. Da un lato è stato evidenziato come la gestione separata dell’Inpgi continui a presentare equilibri attuariali positivi, con verifiche proiettate fino a 50 anni. Dall’altro però nessuno ha nascosto il vero nodo della questione: sostenibilità non significa automaticamente pensioni elevate. Ed è forse questo il punto più interessante emerso dal confronto. La gestione dei giornalisti autonomi continua infatti ad avere aliquote contributive tra le più basse del panorama previdenziale professionale. In un mercato del lavoro sempre più frammentato, con collaborazioni discontinue e redditi spesso modesti, il rischio concreto è che soprattutto chi maturerà la pensione quasi interamente con il sistema contributivo possa ritrovarsi con assegni futuri contenuti.
Un equilibrio quindi possibile per il sistema, ma non necessariamente rassicurante per il singolo professionista.

Da qui anche il forte richiamo culturale emerso durante il convegno. Più relatori hanno insistito sul fatto che il versamento dei contributi non possa essere percepito soltanto come un obbligo normativo, ma debba diventare parte della cultura professionale della categoria. Un messaggio rivolto indirettamente anche ai Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e ai consulenti del lavoro presenti, chiamati non soltanto a gestire gli adempimenti ma anche a sensibilizzare i collaboratori giornalistici sull’importanza della contribuzione previdenziale, contrastando quella diffusa tendenza a considerare il costo contributivo esclusivamente come un peso da ridurre. Nel dibattito si è parlato anche di welfare integrativo, con l’intervento di Andrea Pezzone che ha ripercorso l’evoluzione di Casagit, oggi società di mutuo soccorso aperta non solo ai giornalisti ma ancora fortemente legata alla categoria. Un secondo pilastro, questa volta assistenziale e sanitario, che continua a rappresentare un elemento distintivo del welfare giornalistico anche dopo il passaggio previdenziale all’Inps.

Nel corso del confronto è stato inoltre chiarito come gli ex iscritti Inpgi possano oggi accedere anche agli strumenti previsti dal sistema generale Inps, dal cumulo contributivo alle misure previdenziali e assistenziali già previste per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sempre nel rispetto delle regole di salvaguardia maturate al momento della transizione. Forse il vero tema emerso dal convegno non è tanto capire se la pensione dei giornalisti esisterà ancora. La domanda più difficile sembra essere un’altra: quale professione arriverà davvero a quella pensione, e con quali condizioni economiche e contributive.

Altre notizie su monrealepress

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc