Santuario di Tagliavia sempre più isolato: la Sp 42 da 20 anni senza manutenzione

Redazione

Regione - L'appello alle istituzioni

Santuario di Tagliavia sempre più isolato: la Sp 42 da 20 anni senza manutenzione
Sebbene si tratti di una strada isolata, passano da queste parti una media di 6 mila auto

22 Aprile 2026 - 13:28

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che ha inviato alla nostra redazione il parroco del santuario della Maria Santissima del Rosario di Tagliavia, don Gaetano Gulotta. Il prelato racconta i disagi di chi deve affrontare la sp 42 che conduce al luogo di culto, tra buche profonde e mancanza di sicurezza. Una situazione che si trascina da oltre 20 anni, tanti quanti la strada risulta essere senza manutenzione.

La SP42 di Tagliavia si colloca come uscita stradale lungo la SS118 (la Corleonese Agrigentina) al km 22,7. Dalla lunghezza complessiva di circa dodici chilometri, collega la SS118 fino alla SP4 (San Cipirello – Corleone). Da oltre vent’anni la SP42 è priva di manutenzione ordinaria e straordinaria e, nonostante le continue segnalazioni in tal senso, sono state fatte numerose promesse di intervento, finora mai realizzate. A causa dello stato di abbandono protrattosi negli anni e delle abbondanti piogge invernali, le condizioni della SP42 sono ulteriormente peggiorate. Lungo la SP42, dopo i primi quattro chilometri dalla SS118, si trova il Santuario di Maria Santissima del Rosario di Tagliavia, storico e importante punto di riferimento da quasi duecento anni per i pellegrini devoti alla Madonna di Tagliavia, nonché tappa di passaggio per i numerosi viandanti della Magna Via Francigena. A causa delle condizioni del manto stradale – in alcuni punti addirittura assente – risulta ancora oggi difficoltoso raggiungere il Santuario, che rischia un progressivo isolamento dal resto del territorio.

Offrendo una prospettiva più chiara, si può constatare come i pellegrini provenienti dalla zona nord-occidentale della provincia di Palermo siano, allo stato attuale, quasi impossibilitati a raggiungere il Santuario. Devono infatti percorrere la SP4 da San Cipirello in direzione Corleone e poi ritornare verso Palermo lungo la SS118, oppure utilizzare strade alternative da Roccamena o da Piana degli Albanesi, con un allungamento del tragitto di almeno venti chilometri. A ciò si aggiungono i disagi e le lamentele degli automobilisti che percorrono la SP42. Nell’ultimo anno sono state segnalate almeno cinque forature di pneumatici, probabilmente causate dalle numerose buche e dai dislivelli presenti già nel tratto di circa quattro chilometri tra la SS118 e il Santuario.

Sebbene si tratti di una strada secondaria, i numeri raccontano un’altra realtà. Tra la festa annuale della Madonna di Tagliavia, i pellegrinaggi, i matrimoni celebrati presso il Santuario e gli eventi organizzati dall’Arcidiocesi di Monreale, la SP42 registra un flusso medio annuo di oltre 5.500-6.000 persone tra turisti e fedeli. Nel 2025, anno del Giubileo, il Santuario è stato inoltre Chiesa Giubilare con la Porta Santa e ha celebrato il 180° anniversario dalla fondazione. Anche per il 2026, a partire dalla Festa della Madonna di Tagliavia prevista per il 17 maggio e fino all’autunno, si prevede un afflusso simile, se non superiore. Questo comporterà un ulteriore stress per il manto stradale già compromesso e un aumento dei rischi per la sicurezza degli automobilisti.

Nonostante siano state inoltrate due segnalazioni nel 2025 agli uffici della Città Metropolitana di Palermo, ente responsabile della manutenzione della strada, queste sono rimaste finora senza risposta, causando ancora oggi notevoli difficoltà e disagi. Per questo motivo si rivolge un accorato appello alle istituzioni affinché le promesse non restino tali, ma si traducano finalmente in interventi concreti, efficaci e duraturi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il ripristino della SP42 garantirebbe molteplici benefici: maggiore sicurezza per gli automobilisti, un incremento del flusso di visitatori e una valorizzazione del territorio. La zona di Tagliavia potrebbe così tornare a essere un importante polo di attrazione lungo l’asse Marineo – Ficuzza – Corleone, rilanciando il patrimonio naturalistico, culturale e religioso dell’entroterra siciliano. Un obiettivo che potrà essere raggiunto solo attraverso una collaborazione concreta tra Provincia di Palermo, Comuni limitrofi e tutti gli enti competenti.

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