Una crisi politica che covava da tempo e che adesso arriva al suo epilogo formale: il sindaco di Altofonte Angela De Luca è stato sfiduciato in Consiglio comunale con i voti dell’opposizione e di una parte dell’ex maggioranza. Un passaggio che segna una pagina inedita per la comunità. A intervenire nel dibattito è il gruppo politico Insieme per Altofonte, che parla senza mezzi termini di “una crisi annunciata” e sottolinea come “la sfiducia di un’amministrazione, la prima nella storia del nostro paese, è sempre un fallimento, per tutti”. Secondo il gruppo, non si tratta soltanto di una battuta d’arresto per chi governava, ma di “un fallimento della politica e anche del processo democratico che porta all’elezione di un gruppo rispetto ad un altro”.
Divisioni e tensioni
Nel documento diffuso alla cittadinanza, la crisi viene ricondotta a “divisioni interne, equilibri fragili, scelte rinviate e tensioni continue” che avrebbero reso l’azione amministrativa “debole e incerta”. Tensioni che, secondo Insieme per Altofonte, “hanno spesso creato un blocco, amministrativo ma soprattutto politico”. Il gruppo rivendica di essere rimasto esterno alle dinamiche consiliari: “Come gruppo politico esterno alle istituzioni non abbiamo partecipato a queste dinamiche. Al contrario, abbiamo sempre cercato di dare il nostro contributo in modo serio e responsabile, mettendo al centro i problemi concreti della comunità”.
Le proposte su acqua e Moarda
Tra i temi su cui il movimento afferma di essersi speso vi è la gestione del servizio idrico, definito “tema fondamentale per cittadini e famiglie”. “Abbiamo fatto proposte concrete – spiegano – organizzando incontri pubblici e tavoli tecnici tra l’Ati e l’amministrazione e i consiglieri”. Altro capitolo è quello della Moarda, dopo l’incendio che ha colpito l’area. Il gruppo sostiene di aver chiesto “interventi chiari, programmazione e tutela del territorio”, sottolineando che “non sempre siamo stati ascoltati” e che “non sempre le nostre proposte hanno trovato apertura”. Nonostante ciò, dichiarano di aver continuato a operare “con spirito costruttivo, senza calcoli e senza interessi di parte”.
“Serve una svolta vera”
Nel passaggio conclusivo, il movimento evita di alimentare polemiche, ma punta il dito contro un metodo politico ritenuto inadeguato: “Il paese ha pagato il prezzo di una politica concentrata sugli equilibri interni, sui personalismi e sulle cariche politiche più che sulle priorità reali della comunità”. Per il futuro, l’appello è chiaro: “Adesso serve una svolta vera. Servono responsabilità, impegno e una guida davvero capace di ascoltare e decidere, ma soprattutto capace di quella mediazione politica che consente di amministrare anche senza la maggioranza in consiglio”. Infine, la promessa: “Noi continueremo a fare la nostra parte, con coerenza e autonomia. Perché il paese viene prima delle alleanze e prima delle convenienze”.




