Mafia, discoteche, aziende e case del clan, sequestrati beni per 700 mila euro

Redazione

Regione - Il provvedimento

Mafia, discoteche, aziende e case del clan, sequestrati beni per 700 mila euro
Nel mirino dello Stato i beni di Michelangelo Maurizio Lesto e degli eredi di Vincenzo Urso

27 Gennaio 2023 - 09:50

I carabinieri di Palermo hanno eseguito due provvedimenti di sequestro di beni per un valore complessivo di circa 700.000 euro a carico di Michelangelo Maurizio Lesto ed agli eredi di Vincenzo Urso.

Lesto, considerato vicino alla famiglia mafiosa di Bagheria, indagato nel 2013 nell’ambito dell’operazione di servizio denominata “Argo”, per scambio elettorale politico-mafioso, è stato condannato, nel gennaio del 2020, ad anni 7 di reclusione, e per il quale è attualmente detenuto. Nel 2019 è stato arrestato per intestazione fittizia e reimpiego di denaro di provenienza delittuosa, in particolare per aver fittiziamente intestato la società “Nerone Group Srls.” a R.O., diventandone il socio di fatto, in virtù di un conferimento occulto di 40.000 euro di provenienza illecita, così tentando di sottrarre la società e tale somma di denaro a possibili misure di prevenzione patrimoniali. Il provvedimento di sequestro riguarda l’impresa individuale intestata alla moglie, Cristina Impellizzeri, con sede legale nel comune di Bagheria, con attività di discoteca e sala da ballo e intrattenimento, prevalentemente durante il periodo estivo, operante presso la struttura denominata “Villa Cavarretta”, nonché il relativo complesso dei beni costituiti in azienda, del valore complessivo di circa 200.000 euro.

Vincenzo Urso, deceduto nel dicembre del 2020, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione di servizio denominata “Nuova Alba” con l’accusa di aver fatto parte della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia dal 2008 al 2017, anno del suo arresto, rivestendo un ruolo di spicco all’interno del sodalizio, occupandosi in particolare del settore delle mediazioni immobiliari, nell’ambito del quale acquisiva posizione di monopolio, grazie allo sfruttamento del potere mafioso, compiendo estorsioni ai danni di imprenditori edili, imponendo provvigioni di valore molto superiore alla media, così garantendo il controllo di Cosa nostra sulle attività di lottizzazione immobiliare. Il provvedimento di sequestro, emesso nei confronti dei suoi eredi, ha riguardato i seguenti beni del valore complessivo di circa 500.000 euro. In particolare la quota del 50% della società “Royal Immobiliare di Urso Angelo e C.”, con sede ad Altavilla Milicia, con attività di intermediazione immobiliare; un’abitazione ad Altavilla Milicia e un appezzamento di terreno sempre nel comune di Altavilla Milicia.

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