Cronaca

Biodivino, si chiude l’appuntamento di San Martino con la rassegna dei vini bio

Con la tavola rotonda sul tema “Il comparto vitivinicolo bio siciliano e la sostenibilità: realtà e prospettive future” si è conclusa la prima parte di Biodivino, la rassegna internazionale dei vini bio e biodinamci, svoltasi dal 24 al 26 giugno all’abbazia San Martino delle Scale a Monreale. Il secondo appuntamento, con la presenza delle prime trenta cantine selezionate, sarà con la cerimonia di premiazione in programma il 18 luglio, alle 19, al Castello di Alcamo, sede dell’Enoteca regionale per la Sicilia occidentale.

“È stata un’esperienza straordinaria – afferma Lillo Alaimo Di Loro, presidente dell’Associazione nazionale Italia Bio, promotrice dell’evento – per l’importante risposta da parte delle aziende che numerose hanno partecipato, l’eccellente qualità dei vini e per la risposta in termini di percezione del paesaggio, riferito dalla commissione di assaggiatori, che ha “incoronato” l’abbazia di San Martino delle Scale il posto ideale per lo svolgimento di una rassegna di questo tipo”.

Molto partecipata la tavola rotonda svoltasi ieri sera, moderata dal giornalista Marco Volpe e durante la quale sono stati affrontati argomenti importanti per la vitivinicoltura siciliana, presenziata, oltre che da Lillo Alaimo Di Loro, da Rosario Di Lorenzo professore ordinario di Scienze Agrarie all’Università agli Studi di Palermo; Salvatore D’Agostino, già direttore dell’Istituto regionale della vite e del vino ed esperto Enochimico; Mario Di Lorenzo, presidente del Consorzio Doc Monreale; Leonardo Agueci, presidente Providi Sicilia; Ignazio Garau, vicepresidente della Consulta nazionale del Cibo; Sebastiano di Bella, presidente dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio e Dario Cartabellotta, direttore dell’assessorato regionale Agricoltura.

Al termine della tavola rotonda il banco d’assaggio e degustazione guidata dei vini bio in abbinamento ai prodotti agroalimentari del territorio, magistralmente condotta da Gianni Giardina, presidente del Comitato scientifico Biodivino.  Interessante l’intervento di Rossella Calascibetta, allevatrice e casara, che ha raccontato della sua scelta di allevare la capra girgentana, proprio sotto l’abbazia di San Martino, sia per le sue qualità di rusticità sia per l’eccellente qualità del latte dal quale ricava gli straordinari formaggi che hanno allietato il palato dei presenti in abbinamento ai vini della serata.

“Più che presentare i dati della viticoltura siciliana, di cui meglio potranno parlare gli altri esperti presenti, vorrei parlavi di un “sogno” – esordisce Lillo Alaimo Di Loro – Il sogno di una Sicilia che parte dai propri punti di forza per divenire esempio di qualità ambientale e buone pratiche per il Mediterraneo e oltre. La Sicilia, da tempo prima regione del biologico italiano si avvia a raggiungere la quota del 30 per cento di superficie agricola certificata in biologico, rispetto al totale della superficie agricola regionale. Considerate le condizioni ambientali e agronomiche favorevoli basterà ancora un piccolo sforzo generale – prosegue – per raggiungere il traguardo del 51 per cento e dichiarare la Sicilia “Isola biologica” di cui non è difficile immaginare i vantaggi economici e sociali. Obiettivo tutt’altro che velleitario – continua Alaimo Di Loro – se consideriamo che Il 21 luglio 2021, l’Ars ha approvato all’unanimità la prima legge in ambito europeo sull’Agroecologia e latutela della biodiversità che prevede, tra l’altro, la riduzione del 50 per cento dell’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030″.

L’argomento ha subito riscontrato l’apprezzamento di Dario Cartabellotta che nel suo intervento conclusivo ha ribadito l’impegno in tale direzione da parte dell’assessorato all’Agricoltura che lui dirige. Cartabellotta ha anche ricordato che “l’etimologia di Biodivino si compone di bio (vita) e divino (perfetto)” e ribadito come l’impegno di continuare sulla strada della sostenibilità sia ormai un percorso obbligato”.

Nel corso del dibattito, Rosario Di Lorenzo ha fatto riferimento al barone La Mendola di Favara, ampelografo, studioso delle varietà di vitigni e inventore del “Grillo” e ha sottolineato il concetto e l’importanza della sostenibilità in agricoltura.  Ignazio Garau ha parlato del contributo dei bio-distretti per sostenere una nuova visione del rapporto tra sistemi urbani e sistemi rurali, della necessità di una vera conversione ecologica che sappia associare al vino tutte le attività proprie di una impostazione multifunzionale delle aziende nel territorio, come l’enoturismo e il turismo esperienziale ed ecologico, che bene si raffigura nello slogan: “buon vino, buon viaggio”.

Insomma: Si scrive vino, ma si legge dialogo e si traduce pace. Valore di cui soprattutto oggi l’umanità ha bisogno. “Credo molto nella frase attribuita a Pino De Vecchio ‘Divinus halitus terræ’ (l’agricoltura è il divino alito della terra) – conclude il Presidente di Italia Bio – perché ritengo la vitivinicoltura biologica e quindi il vino bio, il più bel profumo che la terra regala all’umanità. Con l’agricoltura nasce la società e con il vino nascono la convivialità e il piacere di stare insieme. Il vino è infatti cultura e comunicazione ed è dunque naturale ambasciatore di dialogo e di pace tra i popoli”. Nella foto biodivino – da sinistra R. Di Lorenzo, D’Agostino, M. Di Lorenzo, Ficani, Di Bella, Sabatino, Giardina, Cartabellotta, Alaimo Di Loro, Garau.

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