Regione

Gonfiano fatturato per avere contributi covid, denunciati tre imprenditori

Avrebbero gonfiato, con artifizi contabili, il fatturato del 2019 delle loro aziende per chiedere e ottenere un contributo a fondo perduto erogato dallo Stato per sostenere le imprese in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. E’ l’accusa contestata a tre imprenditori denunciati alla Procura di Palermo dalla guardia di finanza della Compagnia di Partinico per indebita percezione di contributi ai danni dello Stato e segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme illecitamente percepite. Le tre aziende di Borgetto, Cinisi e Partinico, avevano richiesto ed ottenuto un contributo a fondo perduto erogato dallo Stato per sostenere le imprese in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno accertato che: in un caso, il legale rappresentante di una società di Cinisi, operante nel settore delle costruzioni, ha contabilizzato, nel mese di aprile 2019 una fattura inerente alla compravendita di un lotto di terreno edificabile che, invece, da accertamenti documentali (atto notarile) è risultata essere stata effettuata e saldata nel mese precedente.

Una seconda persona, titolare di una ditta di costruzioni di Borgetto, ha erroneamente contabilizzato nel mese di aprile 2019 due fatture inerenti a cessioni di beni strumentali che invece, dall’analisi documentale, sono risultate essere state regolarizzate con “pagamenti in compensazione” di beni strumentali acquistati in leasing nel 2018 che, pertanto, andavano contabilizzate in quell’annualità; la parte ha inoltre esibito ai militari operanti, un documento di trasporto datato in epoca successiva e pertanto palesemente falso.

Infine, ad una terza persona, titolare di una boutique per abiti da sposa di Partinico, a seguito di un accurato controllo fiscale, è stato ricostruito il reale volume d’affari del mese di aprile 2019, accertando che nel periodo considerato aveva contabilizzato cessioni di beni effettuate nel mese precedente; ciò ha comportato una differenza di imponibile, rispetto a quanto dichiarato all’atto della richiesta del contributo di oltre 58 mila euro.

In tutti i tre i casi quindi è venuto meno uno dei criteri previsti per l’erogazione del contributo, ovvero quello di aver avuto una contrazione del fatturato di oltre i due terzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono stati tutti e tre denunciati alla Procura della Repubblica di Palermo per indebita percezione di contributi ai danni dello Stato (in un caso anche per il reato di falso in atto pubblico) nonché segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme illecitamente percepite.

Share
Published by