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Bare insepolte al cimitero, Orlando indagato per omissione atti d’ufficio

Nuova grana giudiziaria per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Dopo l’avviso di garanzia per falso in bilancio notificato lo scorso ottobre al primo cittadino, insieme ad altri 23 tra ex assessori e dirigenti di Palazzo delle Aquile, adesso la Procura di Palermo, diretta da Francesco Lo Voi, come scrive l’edizione di Palermo di Repubblica, lo ha indagato per omissione di atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle bare insepolte, quasi 900, al cimitero dei Rotoli.

Già due anni fa Orlando era stato convocato al Palazzo di giustizia come “testimone informato dei fatti”, a dicembre ha ricevuto un avviso di proroga dell’inchiesta.  La scorsa estate il caos del cimitero dei Rotoli era finito sotto i riflettori della cronaca dopo i post su Instagram di Selvaggia Lucarelli e il leader della Lega, Matteo Salvini a ottobre, durante una tappa in città, aveva visitato il camposanto.

“Bisogna risolvere e in fretta – aveva detto uscendo ai giornalisti – Porterò la questione sul tavolo del governo. Ma qui ci sono decenni di inefficienza”. Il giorno della commemorazione dei defunti era arrivato il duro atto d’accusa dell’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice. “Centinaia di nostri cari da lungo tempo non trovano neanche la possibilità di una degna sepoltura a causa dell’incuria umana e dell’ignominia di chi vuole lucrare anche nel momento più decisivo e dirompente del mistero della vita”, aveva denunciato. Sul caos del cimitero dei Rotoli la Procura indaga da tempo. Ai domiciliari nell’ottobre 2020 nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri finì il direttore del camposanto con l’accusa di corruzione e concussione. Lo scorso settembre la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, fra dipendenti comunali e impresari funebri.

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