“Le vie dei tesori”, ecco gli undici luoghi da scoprire a Monreale

Redazione

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“Le vie dei tesori”, ecco gli undici luoghi da scoprire a Monreale

06 Settembre 2021 - 10:52

Le Vie dei Tesori ritorna a Monreale per il suo secondo anno consecutivo, sull’onda del suo nuovo claim La bellezza in mostra: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti, appunto, a mostrarsi. E questa mattina presso i locali della biblioteca Santa Caterina, è stato presentato il programma di visite e passeggiate organizzate nella cittadina normanna.

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per una nuova edizione di “resistenza”, la seconda post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni festival e rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120 mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404 mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

IL FESTIVAL A MONREALE

Undici luoghi da scoprire e riscoprire, scelti con il sostegno del Comune e con l’aiuto logistico della Pro Loco. Ma quello che quest’anno caratterizza il festival, sono le esperienze da fare tra botteghe artigiane e antichi forni: si potranno infatti visitare un laboratorio di mosaicisti nell’antico quartiere della Ciambra e il MAM, il museo dell’arte del mosaico creato dagli studenti del liceo Basile D’Aleo. Oppure scoprire come nasce il famoso “pane di Monreale” curiosando dietro il bancone e nel laboratorio del più antico forno del paese, il Litria. Un’altra esperienza da non perdere è la visita a Borgo Borzellino, uno degli spettrali borghi-fantasma di epoca fascista che vennero disegnati a tavoliuno per combattere il latifondo, ma non vennero mai abitati: Borgo Borzellino è uno di questi, ve ne racconteremo la storia a partire dal suo nome, intitolato ad un “martire” fascista di cui però non esiste alcuna traccia. 

Ed eccoci ai luoghi: si parte proprio di fronte al Duomo, dagli stucchi serpottiani della chiesa degli Agonizzanti, che si abbarbica ad una delle torri del sistema difensivo originario normanno. A poca distanza, ecco l’antichissima chiesa di San Vito, che gli storici danno come coeva alla costruzione del Duomo e secondo alcuni addirittura più antica: secondo la tradizione la chiesa sarebbe stata luogo di culto per le maestranze che lavoravano nel cantiere del duomo. E una sorpresa inattesa sarà anche la cappella rurale, a destra del liceo Basile, ma isolata come doveva essere anche al tempo dei Cappuccini di Monreale, tra il 1580 e il 1581: fino al 2013 la cappella era interamente coperta dai rovi e da un canneto, oggi è ritornata alla luce una bellissima Adorazione dei pastori alla grotta di Betlemme. Si passa alla chiesa del Sacro Cuore che nacque per i Gesuiti, poi divenne Educatorio, oggi è la sede dell’Ordine Teutonico di Sicilia; per poi scoprire la storia delle pie donne della Madonna dell’Orto, che scelsero di condurre una vita semi claustrale riunendosi in una comunità e trasformando le case attorno alla chiesa, nelle celle di un convento open air. Il santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata vanta sei secoli di storia e se raggiungerete il Santuario della Madonna Addolorata al Calvario delle Croci potrete ascoltare la storia dell’apparizione della Vergine Maria a fra’ Mariano da Monreale.

Si passa poi alle ventidue stanze e alla vista mozzafiato di Palazzo Cutò, affacciato sulla Conca d’Oro, ma ci si deve fermare al passaggio alla biblioteca De Torres del seminario arcivescovile, per ripercorrere gli anni sotto la guida dell’arcivescovo Francesco Testa in cui Monreale era uno dei centri di studio della metafisica e delle lingue antiche, più rinomati del Mediterraneo. Anche se uno dei segreti meglio nascosti di Monreale è di certo il fondo antico della biblioteca comunale Santa Maria la Nuova, ricco di oltre 10 mila volumi tra manoscritti cartacei e su pergamena, e incunaboli, i primi testi a stampa. Il nucleo originario risale al 1176, quando il normanno Guglielmo II accoglie cento benedettini, provenienti da Cava dei Tirreni; nel 1591 l’arcivescovo Ludovico II Torres smembrò la raccolta, dividendo i libri fra il Seminario da lui fondato e la biblioteca dei Cappuccini. Oggi il Fondo antico occupa lo stesso locale dell’epoca dei benedettini, al piano superiore dell’ex convento. L’ultimo luogo, sarà una vera scoperta: all’ICS Antonio Veneziano è nato il piccolo museo mineralogico “Marco Maiorana” che prende le mosse dalla collezione dell’associazione La Tormalina. Un vero giro del mondo attraverso i colori e le forme dei minerali: da zolfo, celestina e aragonite che provengono dal cuore della Sicilia; a quarzi e agate dal Brasile, apofilliti dall’India, azzurriti dal Marocco, malachiti dal Congo, turchesi dall’Arizona, okeniti dall’India, pentagoniti dalla Cina e tanto altro.

Sono state ideate anche tre passeggiate, che condurranno sulla cima di Monte Caputo al famoso Castellaccio;  tra vicoli e cortili di Pozzillo e San Vito fino al vicino quartiere dell’Orto oppure si risalirà il corso del fiume Sant’Elia incontrando mulini, “nache” e antichi lavatoi. Prenotazioni sul sito: www.leviedeitesori.com.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà quindi oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito nell’ufficio turistico del Comune (piazza Vittorio Emanuele II, 8)o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno.

COME PARTECIPARE

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate è previsto un coupon da 6 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando  la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi organizzati possono scrivere a prenotazioni@leviedeitesori.it.

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