Bancarotta fraudolenta: arrestati tre imprenditori storici palermitani

Redazione

Palermo - L'indagine

Bancarotta fraudolenta: arrestati tre imprenditori storici palermitani
Svuotavano ciclicamente le società mediante cessione ed affitti di rami d'azienda, le società fallivano ma l'attività di vendita continuava

18 Gennaio 2021 - 09:33

Bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti: con queste accuse i finanziari del Comando provinciale di Palermo, su delega della Procura, hanno arrestato Vito, Vincenzo e Marco Mazzara, imprenditori storicamente attivi nel settore della vendita di abbigliamento. I tre sono finiti ai domiciliari. L’ordinanza di misure cautelari è stata emessa dal gip. Nei confronti dei tre imprenditori è stata disposta anche la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio di attività d’impresa per un anno. Sequestrate le quote di due società e di un negozio di abbigliamento ancora attivo a Palermo.

Le indagini condotte dagli investigatori del Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo hanno permesso di svelare “un complesso e articolato sistema di società”, pensato e realizzato da un’unica regia riconducibile agli indagati, nell’ambito del quale le persone giuridiche coinvolte, alle quali hanno fatto capo nel tempo 7 punti vendita ubicati in zona Resuttana – San Lorenzo e in zona Politeama erano una la continuazione aziendale dell’altra, con analogo oggetto sociale, soci e coincidenza di sedi operative ed asset aziendali”.

Gli indagati, secondo uno schema illecito reiterato nel tempo, “svuotavano ciclicamente le società – sottolineano gli inquirenti – mediante cessione ed affitti di rami d’azienda. Una volta lasciate in grave stato di decozione, le società fallivano ma l’attività di vendita al dettaglio di abbigliamento continuava con una nuova compagine appositamente costituita”. Sono tre le società fallite nel breve arco temporale dal 2015 al 2018 che hanno accumulato un passivo fallimentare per circa 4,5 milioni di euro a danno dei fornitori e dell’Erario (nei cui confronti il debito è pari a oltre 2 milioni di euro). “Il collaudato schema fraudolento” è stato replicato con due ulteriori società di recente costituzione, che hanno già accumulato altri debiti pari a oltre 400.000 euro, oggetto dell’attuale provvedimento di sequestro assieme all’unico punto vendita ancora attivo nel centro di Palermo.

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