Cronaca

Rdc, anche a Monreale Poste non rilascia saldo e giacenza: la protesta degli utenti

Da un lato Poste Italiane che comunica che “i dati al 31 dicembre 2019 sono disponibili” e che, in alternativa, allo sportello si può richiedere “il certificato di consistenza patrimoniale”, dall’altro i dipendenti che rimandano gli utenti al prossimo 15 gennaio, in mezzo proprio loro, gli utenti che devono rinnovare l’Isee per continuare a percepire il Reddito di Cittadinanza.

E proprio questa incongruenza tra ciò che dice l’Azienda e quello che che realmente poi viene comunicato dai dipendenti degli uffici postali ai clienti, sta facendo crescere una certa tensione tra gli utenti, ma anche tra i titolari dei Caf che temono “un sovraccarico di pratiche, con annessi assembramenti di persone a fine mese”. La denuncia è di Salvo Imperiale, consigliere della Prima circoscrizione, che ha constatato i fatti in diversi uffici postali di Palermo “ad esempio in zona Villagio Santa Rosalia e zona Villa Tasca; mentre alle Poste centrali di via Roma mi risulta che venga rilasciato il certificato di consistenza patrimoniale”.

La situazione però sembra essere molto simile anche negli uffici postali di Monreale, con i dipendenti che non rilasciano il saldo e la giacenza media per l’anno 2019. A confermare la situazione anche Ignazio Zuccaro, ex assessore monrealese e responsabile di un Caf e Patronato a Monreale, che chiede a Poste Italiane di verificare la situazione e di venire incontro agli utenti per evitare assembramenti e ritardi inevitabili nell’erogazione degli aiuti, se i dipendenti continuano a rinviare a dopo il 15 gennaio i percettori che richiedono la documentazione. Il rischio secondo Zuccaro è che alcuni percettori del Reddito di cittadinanza rimangano senza sussidio per colpa di un’errata interpretazione da parte degli impiegati delle Poste.

Anche Maria Pitarresi, rappresentante dell’Udicon (Unione difesa consumatori della sezione di Palermo) e consigliere della Lega in Prima circoscrizione è intervenuta a nome di diversi cittadini “infastiditi”. “Agli utenti di Poste – spiega Pitarresi – non viene data una giusta informazione, in quanto la giacenza del 2019 è pronta da un anno. “Capisco che le richieste sono tante e con gli altri servizi da gestire non sia per niente facile per i dipendenti delle Poste – aggiunge Pitarresi – ma si potrebbe dare anche un’alternativa con dei turni scaglionati, anziché rinviare tutti a un’unica data con il rischio di creare assembramenti e ulteriori file presso i Caf patronati”.

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