Casinò di Sanremo: “Importante sito turistico” rimane chiuso ma si batte per la riapertura

Redazione

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Casinò di Sanremo: “Importante sito turistico” rimane chiuso ma si batte per la riapertura
Oggi, in piena seconda ondata, uno dei simboli del gioco d’azzardo tricolore è ancora chiuso

Casinò di Sanremo: “Importante sito turistico” rimane chiuso ma si batte per la riapertura

23 Dicembre 2020 - 09:21

La pandemia da Covid-19 ha letteralmente rivoluzionato il mondo del gioco d’azzardo, sia in Italia che nel resto del globo. Vi sono state, da febbraio ad oggi, numerose chiusure – seguite a loro volta da altrettante riaperture – che hanno disorientato i giocatori di tutto il paese.

Oggi, in piena seconda ondata, uno dei simboli del gioco d’azzardo tricolore è ancora chiuso e la sua riapertura non è prevista. Stiamo ovviamente parlando del casinò di Sanremo, uno dei luoghi più importanti dell’intera Liguria e che ha reso celebre il comune omonimo. L’attuale condizione sanitaria, ha modificato le abitudini di gioco di moltissimi utenti. Infatti, secondo i recensori di CasinoHex, i casinò online nuovi sono sempre i più ricercati e hanno ormai superato quelli fisici per gradimento complessivo nel 2020. La situazione sta sfuggendo di mano secondo il sindaco sanremese Alberto Bianchieri che si è espresso come favorevole alla riapertura del casinò. Egli ha infatti recentemente approvato il bilancio finanziario del comune, ovviamente stravolto dal coronavirus.

Ha commentato l’accaduto dicendo: “Tenere chiuso il casinò è un errore. Non c’è alcun pericolo: non vedo alcuna motivazione, visto i rigidi protocolli adottati. Dicembre e gennaio sono mesi importantissimi per le sue casse, ma non solo. Oltre ai conti occorre pensare a tutto il mondo del lavoro, ai 300 dipendenti”.

Il primo cittadino sanremese ha poi aggiunto di esser sempre stato attento e rispettoso delle indicazioni del governo e che loda l’operato del ministro della sanità Roberto Speranza. Ha poi sostenuto che egli ha: “girato l’ordine del giorno all’assessore alle partecipate del Comune di Venezia affinché siano a conoscenza di questa iniziativa. Purtroppo i casinò sono abbastanza isolati: in queste ore e giorni serve una sensibilizzazione affinché rimangano aperte, almeno quelle in fascia gialla”.

Sulla decisione di chiudere il casinò si è espresso in questo modo: “Il loro ruolo è complesso ma non mi trovo d’accordo sulla decisione di tenere chiusa la nostra casa da gioco perché conosco i protocolli attuati, che sono rigidi, e non capisco questa scelta, mentre bar e ristoranti e altre attività possono invece rimanere aperti. Abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza, è un luogo sicuro e non sono stati accertati focolai partiti dal casinò. Abbiamo tutte le carte per poter riaprire serenamente. Non vorrei che dietro questa decisione ci siano pregiudizi legati al gioco. La salvaguardia del casinò non è legata solo ai conti, ma a tutta la città”.

In conclusione egli si dice deluso per la chiusura del casinò poiché essa appare come incoerente viste le aperture di tutti gli altri esercizi commerciali. Inoltre, il comune di Sanremo – come ogni anno – dovrebbe versare nelle casse dello stato una tassa di circa 3,1 milioni di euro, calcolata sul loro degli introiti del casinò. Il sindaco si augura che una tale tassa, in un momento in cui le perdite ammontano a più di 16 milioni, non venga riscossa dall’autorità centrale.

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