Covid e cardiopatie aritmiche: dalla Sicilia le prime linee guida internazionali

Redazione

Regione - Lo studio

Covid e cardiopatie aritmiche: dalla Sicilia le prime linee guida internazionali
A pubblicarle è Gregory Dendramis, medico componente della task force per l'emergenza Covid di Piana degli Albanesi

Covid e cardiopatie aritmiche: dalla Sicilia le prime linee guida internazionali

18 Settembre 2020 - 14:21

Gregory Dendramis, medico componente della task force per l’emergenza Covid-19 del Comune di Piana degli Albanesi, (Struttura istituita con la partecipazione del sindaco, dei medici di medicina generale, dei medici ospedalieri locali, delle forze dell’ordine carabinieri, Forestale, vigili urbani e Protezione Civile Comunale), ha pubblicato in riferimento all’infezione da Covid-19 e cardiopatie aritmiche, le prime linee guida internazionali.

Come noto la pandemia da coronavirus si diffonde velocemente in tutto il mondo con un sensibile ritorno di incremento dei casi in tutta Europa, Italia compresa. La comunità scientifica medica pertanto è in continuo aggiornamento per far fronte alla sfida che questa infezione virale richiede soprattutto per i pazienti più complessi e fragili.

La pratica clinica quotidiana mostra infatti come i pazienti Covid-19 possono sviluppare gravi complicanze cardiache come miocarditi, insufficienza cardiaca ed aritmie. Per questo motivo una corretta gestione clinica è molto importante per tutti i pazienti Covid, ma soprattutto per quelli con malattie cardiache aritmiche come la sindrome di Brugada, cardiopatia aritmica che predispone al rischio di aritmie ventricolari fatali, specialmente se la temperatura corporea supera i 39 gradi.

La gestione di questi pazienti necessita pertanto di importanti accorgimenti medici affinché si possano evitare significative complicanze durante la gestione ospedaliera e domiciliare. Fino ad ora per i pazienti fragili con infezione da Covid-19 e concomitanti patologie cardiache, in assenza di indicazioni ben precise le raccomandazioni terapeutiche si basavano solo sull’esperienza clinica quotidiana.

La collaborazione scientifica pluriennale Gregory Dendramis, cardiologo ed elettrofisiologo presso il Civico di Palermo ed il professore Pedro Brugada, direttore del Rhythm Management Center dell’Università di Bruxelles, fornisce alla comunità medica internazionale le prime linee guida sulla gestione farmacologica, anestesiologica ed in terapia intensiva dei pazienti con sindrome di Brugada che contraggono l’infezione da Covid-19. Tale lavoro è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale, “Pace” (Pacing and Clinical Electrophysiology), giornale ufficiale della Società Mondiale di Aritmologia. Con queste prime linee guida internazionali vengono presentate alla comunità scientifica le principali raccomandazioni da attuare durante il management ospedaliero e non ospedaliero e dei pazienti con sindrome di Brugada ed infezione da Covid-19.

“Tutta la comunità medica è consapevole della necessità di ulteriori evidenze e studi che possano fornire ulteriori importanti dati sull’ottimizzazione delle cure di tali pazienti – spiega Gregory Dendramis – in particolar modo nella gestione dei pazienti più fragili e con concomitanti patologie sistemiche. Seguire le regole di prevenzione forniti dalla comunità scientifica e dalle autorità competenti è il primo più importante consiglio da seguire, ma oltre le necessarie strategie di sanità pubblica per la prevenzione della diffusione dell’infezione virale, è opportuno attuare anche specifiche precauzioni terapeutiche nei confronti dei pazienti più fragili affetti da importanti malattie cardiovascolari. Ad oggi con questo nostro contributo speriamo fornire alla comunità medica di tutto il mondo impegnata in questa importante battaglia un adeguato quadro di partenza con importanti suggerimenti clinici per l’ottimizzazione delle cure di questi delicati pazienti”.

“Anche in questo studio il nostro concittadino Gregory Dendramis – ha detto il sindaco Rosario Petta – mette a disposizione della comunità medica mondiale le risultanze di questo studio in un ambito medico scientifico cosi importante in questo periodo così delicato per il mondo intero”.

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