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Rientro a scuola dopo l’emergenza Covid: “Niente allarmismi, i bambini si adattano”

Il rientro a scuola nel periodo post emergenza Covid-19 sta mettendo in guardia tanti genitori che vogliono sapere in che tipo di scuola andranno i propri figli e a cosa andranno incontro anche dal punto di vista psicologico. Dal plexiglas ai banchi singoli distanziati ci sono state tante ipotesi e le preoccupazioni sono andate di pari passo alle ipotesi. Ma non c’è da preoccuparsi più di tanto, a prescindere da quali saranno le decisioni finali, parola di esperto.

L’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana ha sentito in merito il docente di psicologia dello sviluppo e dell’Educazione dell’Università di Palermo Cristiano Inguglia. “Poco a mio avviso – afferma – si è cercato di ragionare sul fatto che le misure, innanzitutto, avevano e hanno un carattere di eccezionalità, dato che sono state messe in atto semplicemente per arginare o ridurre i danni di una situazione di emergenza, mai vista negli ultimi decenni, che ha rischiato e rischia di compromettere fortemente il rapporto tra bambini, famiglie e scuola e produrre danni sociali veramente seri“.

“Riguardo alle preoccupazioni si è sottovalutato il fatto che, sebbene i bambini abbiano dovuto fare grandi sacrifici spesso non capendo bene neanche il perché, essi siano per loro natura plastici e adattabili, molto più degli adulti. Quelli che ho notato soffrire di più, invece, sono stati proprio gli adulti, che spesso penso abbiano anche proiettato il proprio malessere sui più piccoli, usandoli come capro espiatorio. Per tutte queste ragioni suggerirei di sforzarci di abbandonare la logica deterministica che vedo prevalere nei ragionamenti sull’impatto psicologico della situazione attuale sui bambini: una situazione, per quanto traumatica possa essere, non produce necessariamente effetti negativi. Anzi in molti casi, i bambini hanno risorse inaspettate che spesso consentono loro di fronteggiare questi eventi e adattarsi in modo positivo. Questo la psicologia e la psicopatologia dello sviluppo lo affermano (e lo hanno dimostrato) ormai da qualche decennio”. Niente allarmismi dunque. Se supportati in modo costruttivo, i nostri bambini sapranno affrontare positivamente anche questa nuova sfida.

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