Le parole di Conte: ecco cosa cambia con il nuovo decreto legge

Roberto Chifari

Cronaca - Coronavirus

Le parole di Conte: ecco cosa cambia con il nuovo decreto legge
Cerchiamo di sintetizzare i 4 passaggi chiave del decreto legge con cui il premier Conte prova a mettere ordine tra le ormai tante norme anti coronavirus

Le parole di Conte: ecco cosa cambia con il nuovo decreto legge

25 Marzo 2020 - 10:36

Cosa ha detto ieri pomeriggio il premier Giuseppe Conte alla nazione?  Cerchiamo di sintetizzare i 4 passaggi chiave che hanno destato molta preoccupazione tra la popolazione. Cosa cambia con il decreto legge con cui il premier Giuseppe Conte prova a mettere ordine tra le ormai tante norme anti coronavirus.

1. Le misure approvate dal Governo sono reiterabili e modificabili entro il 31 luglio. Questo significa che l’emergenza sanitaria scattata il 30 gennaio 2020 scade il prossimo 31 luglio. In pratica, a fine gennaio è stato dichiarato uno stato d’emergenza sanitaria nazionale che scade dopo sei mesi, appunto il 31 luglio. Le misure restrittive dovrebbero cadere molto prima. Se la situazione muterà, potrebbe essere firmato un nuovo Dpcm che rimoduli le misure. Quindi il 31 luglio non è la data di fine delle restrizioni, ma di fine (si spera!) emergenza sanitaria nazionale.

2. I cittadini che non rispettano il divieto di muoversi (tranne lavoro, salute o motivi indifferibili) rischiano da 400 a 3000 euro. In casi più gravi scatta la denuncia all’Autorità giudiziaria per aver violato l’articolo 650 del codice penale. Se si viene fermati a bordo di un veicolo, potrebbe essere comminata una sanzione fino ad un terzo più aspra. Viene punito col carcere da uno a cinque anni chi è in quarantena perché positivo al Coronavirus ed esce intenzionalmente di casa violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. “Non c’è fermo amministrativo per i veicoli, solo le multe”, ha poi spiegato.

3. Stato-Regioni. Ogni singola Regione in caso di aggravamento del rischio sanitario può decidere in autonomia di inasprire le misure rispetto a quelle nazionali. Entro 24 ore i governatori devono chiedere che l’ordinanza regionale sia confermata con un decreto, altrimenti perdono di efficacia.

4. Chiusura delle frontiere (ipotesi al momento non attuata). In caso del perdurare dell’emergenza, il governo può prevedere limitazioni ancora più stringenti per chi deve uscire ed entrare dal territorio italiano

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