Agguato di mafia a Belmonte Mezzagno, il ferito era autista del boss pentito

Redazione

Regione - Indagano i carabinieri

Agguato di mafia a Belmonte Mezzagno, il ferito era autista del boss pentito
Quattro i colpi di pistola esplosi da due killer in moto

Agguato di mafia a Belmonte Mezzagno, il ferito era autista del boss pentito

03 Dicembre 2019 - 11:41

Un uomo è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco. Si tratta di Giuseppe Benigno, 45 anni, rimasto ferito ieri pomeriggio in un agguato a Belmonte Mezzagno, nel Palermitano. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

L’uomo sarebbe un volto noto alle forze dell’ordine. Imprenditore edile, il 45enne risulta incensurato ma in passato è apparso in alcune informativa dei carabinieri. Il suo nome sarebbe legato a quello di Filippo Bisconti, capo mandamento di Belmonte Mezzagno e oggi pentito, a cui “qualche volta” spiegano gli investigatori avrebbe fatto da autista. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo mentre si trovava a bordo della sua Bmw in via Kennedy sarebbe stato affiancato dai killer a bordo di una moto che gli hanno esploso contro quattro colpi di pistola calibro 9. Ferito al braccio e alla spalla, l’uomo sarebbe comunque riuscito a guidare sino al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Qui ai medici che lo hanno immediatamente soccorso ha raccontato di essere rimasto vittima di un agguato. Dopo averlo stabilizzato i sanitari lo hanno condotto in sala operatoria per un intervento. Il 45enne non sarebbe, comunque, in pericolo di vita. Secondo quanto riferiscono i medici non sarebbe in pericolo di vita. Attimi di tensione al pronto soccorso, dove è stata necessaria la presenza dei carabinieri per tenere calmi parenti e amici.

Filippo Bisconti, il boss di Belmonte Mezzagno a cui l’imprenditore ferito avrebbe fatto da autista, era considerato il referente di tutte le famiglie mafiose in quella che doveva essere la nuova commissione provinciale. Bisconti si è pentito dopo l’arresto avvenuto nel blitz dell’operazione Cupola 2.0 del 4 dicembre 2018. Per la sua lunga militanza nei clan, Bisconti faceva parte del nuovo vertice mafioso e, ha conoscenze profonde in Cosa Nostra. E i suoi interrogatori, hanno scatenato il terremoto nella mafia di Palermo e, forse sarebbero anche legati all’omicidio di Antonio Di Liberto, ucciso lo scorso maggio a Belmonte. Di Liberto, incensurato, era fratello dell’ex sindaco Pietro e, cugino proprio di Filippo Bisconti. Il commercialista, non era mai apparso in indagini di mafia. Secondo alcuni avrebbe pagato l’assenza di protezione del potente boss, che copriva anche la gestione dei soldi dei clan. L’agguato a cui è scampato ieri Benigno, segue quelli in cui invece hanno perso la vita altri due uomini. Nel maggio scorso l’omicidio del commercialista Di Liberto. A gennaio quello di Vincenzo Greco, manovale di 36 anni ucciso mentre era alla guida del suo fuoristrada.

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