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I “macellai” abusivi e l’abbandono selvaggio dei resti di animali per strada

Il grado di pulizia di una strada non si valuta certamente dall’efficienza degli operatori, ma è direttamente proporzionale alla civiltà dei cittadini. La incapacità di pensare al decoro, al rispetto del bene comune alla osservanza delle normative si discosta totalmente da quella che poi è la pratica reale e l’approccio alla gestione dello scarto nel suo stadio finale.

Parole del tutto astratte perché ancora una volta ci troviamo a dover additare l’incapacità di gestione di un sistema di smaltimento che evidentemente ha delle pecche. Lungo tutta la Strada provinciale 20 superando Pioppo si notano anche oggi cumuli di rifiuti che vengono costantemente rimossi e che si riformano nella quasi assoluta noncuranza. I cittadini monrealesi che risiedono in quei luoghi stanchi del rischio cui sono sottoposti hanno deciso di mettere per iscritto (con un esposto) la loro preoccupazione. Alcuni di loro affermano che “la gestione dei rifiuti può essere interpretata come una tendenza ad allontanare e dimenticare, come se la città volesse espellere i propri scarti senza curarsi di come e dove questi vengano trattati e smaltiti una volta che escono fuori dal privato. Manca una totale presa di coscienza ambientale a fronte della quale l’elaborazione di politiche organiche relative alla gestione dei rifiuti e degli scarti urbani è l’affermazione di principio di responsabilità”.

Il principio regolatore almeno nella teoria delle politiche ambientali è dunque diventato “chi inquina paga” , ma non è così. I cittadini che abitano lungo le borgate periferiche sono costretti ancora a rivolgersi alle autorità attraverso la forma giuridica dell’esposto e denunciano l’impossibilità di convivenza con il degrado sempre più massiccio. Ormai è invalso l’uso, da parte di “organizzazioni di macellazione irregolare“, di abbandonare scarti della lavorazione di ovini, suini o di altri animali che vengono ovviamente in maniera sistematica lasciati lungo tutto l’asse viario come spazzatura tra la spazzatura. La decomposizione di questi ovviamente mette a serio rischio la salute pubblica e l’igiene generale del contesto urbano, ma sembra una lotta impari.

Probabilmente come dicevamo va operata una lotta non tanto allo sporcaccione quanto al produttore di inciviltà e di irregolarità che evidentemente immette nelle nostre tavole materie prime non controllate e in barba alla tracciabilità di filiera. I cittadini, nel loro documento, sottolineano che azioni o omissioni perpetrate costituiscano illeciti civili – per esempio di mancate ottemperanze a obblighi contrattuali da parte della ditta aggiudicataria del servizio – ma anche penali visto che coinvolgono l’incolumità e la salute dei cittadini e dei passanti. Senza contare il grave nocumento anche in termini di possibile attribuzione di minor valore agli immobili di quell’area. Noi vigileremo per tenervi informati sulle condizioni del territorio.

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