L’incendio a San Martino, il sindaco Arcidiacono chiede lo stato di calamità

Redazione

Cronaca - Monreale

L’incendio a San Martino, il sindaco Arcidiacono chiede lo stato di calamità
Marci Intravaia: "Queste bestie vili vanno trattate come i peggiori criminali"

L’incendio a San Martino, il sindaco Arcidiacono chiede lo stato di calamità

03 Agosto 2019 - 12:35

All’indomani del devastante incendio che ha colpito le zone di monte Caputo, Caputello e Castellaccio il Sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, che tutta la notte ha coordinato le operazioni di spegnimento, chiede alla Regione lo stato di calamità per le zone interessate e pene severe per i piromani. Settanta le persone evacuate nella zona di San Martino.

“Abbiamo deciso per l’incolumità delle famiglie, di spostarle dalle loro abitazioni mettendo a loro disposizione la scuola Antonio Veneziano. Siamo davanti a mani criminali, bisogna prendere coscienza e mandare segnali forti. Non é possibile mettere a repentaglio vite umane e un patrimonio ambientale di grandissimo valore”.

Intanto già dalle prime ore di questa mattina sono intervenuti i Candair. “Rivolgo – ha concluso Arcidiacono – un particolare ringraziamento a tutte le forze dell’ordine, forestali, protezione civile, volontari e cittadini che hanno lavorato tutta la notte per aiutarci a spegnere i roghi e ci hanno sostenuto per superare un momento di grande difficoltà”.

“Una notte terribile, da girone dantesco, a fianco del sindaco Alberto Arcidiacono, degli uomini dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, dei Vigili urbani, della Protezione civile, del Corpo Forestale e dei volontari. I danni, già enormi, potevano essere addirittura maggiori, senza l’impegno e il coraggio di questi uomini che non sono riusciti, nonostante gli sforzi e i rischi, ad arginare la violenza delle fiamme – dice il presidente del consiglio comunale Marco Intravaia – Ringrazio anche l’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, il capo del Corpo forestale Filippo Principato che hanno trascorso la notte con noi. Il mio pensiero va  alle famiglie sfollate, alle famiglie che in poche ore hanno mandato in fumo, letteralmente, anni di sacrificio, alla paura che rimane dentro e negli incubi della notte. Faremo di tutto e attiveremo ogni canale per garantire sostegno e vicinanza al territorio. Queste bestie vili vanno trattate come i peggiori criminali, hanno agito sapendo di offendere la vita di persone inermi. Mi auguro la nostra comunità sappia agire contro questo atto di brutale barbarie”.

Insieme a lui, erano prsenti gli assessori Geppino Pupella e Nicolò Taibi e il consigliere comunale Flavio Pillitteri.

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