La banda degli spaccaossa: nuovi dettagli sull’operazione dei carabinieri di Monreale

Redazione

Cronaca - Carabinieri

La banda degli spaccaossa: nuovi dettagli sull’operazione dei carabinieri di Monreale
Avrebbero guadagnato più di 2 milioni di euro dalle truffe alla assicurazioni, così la banda riusciva ad ottenere i risarcimenti

La banda degli spaccaossa: nuovi dettagli sull’operazione dei carabinieri di Monreale

19 Maggio 2019 - 13:51

Emergono nuovi inquietanti dettagli della maxi operazione dei carabinieri del comando provinciale di Monreale. Un giro d’affari milionario. Nell’ultimo biennio l’organizzazione dedita alle truffe alle assicurazioni con la simulazione di falsi incidenti stradali sgominata dai carabinieri a Palermo con l’operazione ‘Over‘ era riuscita a incassare circa due milioni di euro come risarcimento danni per sinistri inesistenti. “Dietro una grande truffa c’è un grande sacrificio” diceva uno degli indagati intercettato dall’Arma, perché “è normale, mica ti possono regalare i soldi”.

E, infatti, per averli quei soldi le vittime dovevano farsi fratturare le ossa, mentre ai membri dell’organizzazione toccava seguire la pratica nei minimi particolari. Occorreva, infatti, che le vittime compiacenti, che per la prima volta sono state raggiunte dai provvedimenti cautelari, fossero accompagnate per tutto il tempo necessario a incassare il denaro. “Il mantenimento era uno dei punti fermi dell’accordo – spiegano gli investigatori – perché dalla permanenza della vittima nella loro disponibilità dipendevano le sorti del buon esito della truffa”.

Quarantuno le misure cautelari eseguite dai carabinieri del nucleo Investigativo del gruppo di Monreale: nove persone sono finite in carcere, sette ai domiciliari mentre per altri 25 è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. “L’indagine ha permesso di svelare come un numero di persone anche cospicuo ruotasse attorno a questa organizzazione di falsi sinistri con ruoli a volte ricorrenti di testimone, investitore e persino di vittima” ha spiegato il maggiore Augusto Ruggeri, comandante del nucleo Investigativo di Monreale.

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