Toti Gullo saluta Pioppo in lacrime: “Qui lascio il mio cuore”

Redazione

Cronaca

Toti Gullo saluta Pioppo in lacrime: “Qui lascio il mio cuore”

Toti Gullo saluta Pioppo in lacrime: “Qui lascio il mio cuore”
10 Gennaio 2019 - 19:44

43 anni: tanto è durato il servizio di Toti Gullo come medico della comunità di Pioppo. Dal 1976, il suo primo anno di servizio, fino al 24 gennaio 2019. Toti Gullo lascia la frazione di Monreale dopo essere “cresciuto” non solo metaforicamente, ma anche professionalmente, con moltissimi dei suoi pazienti. Oggi il saluto alla comunità pioppese in un’assemblea cittadina voluta fortemente dal sindaco Piero Capizzi per spiegare quello che accadrà, dal punto di vista sanitario, nella frazione di Pioppo.

Ma partiamo dall’inizio. Ad accogliere il dottore Gullo ci sono un centinaio di persone, tutte suoi pazienti. C’è anche il consigliere Pippo Lo Coco, “il mio primo vero paziente” rivelerà Gullo nel corso del’incontro. Lo Coco, tra l’altro, ha anche lavorato all’interno dello studio di Gullo, “e con l’attuale moglie erano ancora fidanzati – dice Lo Coco – Stiamo quindi parlando della preistoria”. A fare gli onori di casa il sindaco Capizzi: “Dopo 70 anni di servizio va in pensione – dice facendo una battuta il primo cittadino – Gullo lascerà un vuoto in questa comunità, ma lui vi assicuro che continuerà a fare il medico anche dopo il 24 gennaio. Questa è la sua seconda casa”.

Poi si entra nei dettagli di quello che accadrà a Pioppo. I medici che sono presenti sul territorio sono insufficienti a soddisfare il fabbisogno della comunità monrealese. Soprattutto per Pioppo, si rischiava un vuoto per certi versi drammatici: “I due posti messi a concorso per Monreale dall’Asp – spiega Capizzi – sono una bella notizia per un verso, ma una cattiva dall’altra. Infatti i medici non hanno l’obbligo di andare a Pioppo, ma possono scegliere liberamente dove aprire il loro studio, purché sia all’interno dell’ambito territoriale di Monreale, che sia a Grisì, oppure a San Martino”. Insomma Pioppo rischiava di rimanere senza medico, con i disagi che comporta una simile cosa: immaginate le persone anziane costrette a spostarsi da casa per raggiungere lo studio del nuovo medico.

“Desidero ringraziare il dottore Giuseppe Antista che si è reso disponibile ad aprire il suo studio a Pioppo – dice Capizzi – Non era così scontato come sembra”. Ora si sta lavorando perché l’Asp riconosca a Pioppo la sua autonomia territoriale dal punto di vista sanitario: “Stiamo parlando di una comunità di oltre 5 mila persone – dice Capizzi – ed è giusto che le persone abbiamo il diritto di poter scegliere il loro medico”. Secondo le disposizioni dell’Asp, infatti, un medico può avere al massimo 1.500 pazienti. Questo significa che, dopo aver riempito tutte le caselle di Antista, ci sarebbero almeno altre 3.500 persone che hanno scelto, o dovranno scegliere un medico fuori dai confini di Pioppo. “Noi stiamo lavorando – assicura Capizzi – affinché Pioppo possa avere una sua autonomia sotto questo punto di vista. I contatti sono già stati avviati”.

Poi è stata la volta di Gullo: “Non potevo andare in pensione e lasciare i miei pazienti “scoperti” – dice Gullo – Per questo ho presentato un’istanza lo scorso settembre affinché il comune potesse affrontare questa situazione nei tempi previsti. Adesso siamo ad un buon punto. Attendiamo che Antista concluda tutte le procedure burocratiche e amministrative e che trovi uno studio. Poi si tornerà ad una situazione di normalità”. Viene smentita dallo stesso sindaco la notizia che annunciava un locale messo a disposizione dal comune proprio in favore del medico per accelerare la pratica: “Antista è libero di scegliere uno studio come meglio preferisce” – ha spiegato Capizzi – e poi il comune non dispone di locali da poter destinare a studio medico”.

“Noi speriamo che si apra il prossimo 25 gennaio – ha detto Gullo – ma voi dovete sapere che io rimango a vostra disposizione. Finisco la mia carriera di medico convenzionato, ma continuerò ad esercitare la mia professione di medico e verrò sempre nel mio studio. Lo so che è difficile lasciare un medico che è stato sempre con voi, ma adesso è venuto il momento di farlo”. Poi Gullo si è lasciato andare ad un pianto liberatorio.

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