Partinico, assemblea cittadina di solidarietà a Dieng Khalifa

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Partinico, assemblea cittadina di solidarietà a Dieng Khalifa

Partinico, assemblea cittadina di solidarietà a Dieng Khalifa
01 Agosto 2018 - 19:08

“Non si alzano le mani, mai più violenze, mai più razzismi”: è lo slogan dell’assemblea cittadina contro ogni razzismo e ogni violenza che si terrà domani pomeriggio alle 17,30 nella sala delle Capriate di palazzo Carmelitani, a Partinico. Un’assembla di solidarietà nei confronti di Dieng Khalifa, il lavoratore senegalese vittima di un’aggressione a sfondo razziale, picchiato giovedì scorso in piazza Santa Caterina a Partinico.

L’assemblea, promossa da Cgil Palermo e dalla Camera del Lavoro di Partinico, e sostenuta da un cartello di associazioni tra cui Arci, Sunia, Libera, Legambiente, Auser, Centro Pio la Torre, Centro di documentazione Peppino Impastato, Casa Memoria, Arcidonna, Beatyc Beatyc, le Donne di Benin City, Udi, la Diocesi di Monreale, e alcune comunità che si occupano dell’accoglienza ai migranti sul territorio palermitano, è aperta alla società civile, all’associazionismo laico e religioso, a tutti coloro che condividono i valori della democrazia e della non violenza.

Prima dell’iniziativa, il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo si recherà a portare la solidarietà al lavoratore migrante. “Partiamo proprio dalla frase di Khalifa per dare il senso della nostra iniziativa di mobilitazione contro l’odio razziale e le diseguaglianze e in difesa dei diritti di tutti i lavoratori – dichiara Enzo Campo. Tutti i lavoratori – aggiunge Campo – hanno gli stessi diritti e pari dignità, anche al lavoro dei migranti deve essere riconosciuto lo stesso valore. Khalifa ha raccontato che non ha reagito perché ‘non alza le mani’, come gli hanno insegnato gli educatori della comunità. Un messaggio di grande civiltà e rispetto che arriva da un cittadino migrante che è anche un lavoratore a tutti gli effetti, preso a botte selvaggiamente e invitato a tornarsene nel suo paese. E’ inaccettabile: oggi deve vivere sotto protezione”.

“Non si può restare in silenzio, diciamo basta alle offese, ai pestaggi, allo sfruttamento nei confronti dei migranti, a queste aggressioni che alimentano l’odio e la xenofobia, che stanno pericolosamente aumentando di giorno in giorno anche nelle nostre realtà – aggiunge Campo – Fino a ieri a Borgetto è stata identificata una banda che sfruttava minori stranieri, facendoli lavorare per 12 ore al giorno. La Cgil continuerà a lottare contro le nuove forme di schiavitù che coinvolgono i cittadini meno tutelati come i migranti. Siamo pronti ad assumere ogni iniziativa e a mobilitarci in difesa di questi nostri nuovi cittadini”.

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